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Olbia

Fiordalisi sotto accusa per falso, la parola al gip

 Fiordalisi sotto accusa per falso, la parola al gip

Il giudice si è riservato: deve decidere se accogliere o no la richiesta di archiviazione della Procura

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OLBIA. La difesa dell’ex procuratore di Tempio Domenico Fiordalisi, accusato di presunti falsi in diversi fascicoli d’indagine nei quali, secondo la contestazione, avrebbe aggiunto delle postille a penna, è contenuta in una corposa memoria difensiva all’esame del gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi. Il procedimento penale a carico del magistrato calabrese – indagato dalla stessa procura gallurese che aveva retto per quattro anni (fino al settembre 2017), ora consigliere alla Corte Suprema di Cassazione – è stato trattato ieri: il gip deve decidere se accogliere o meno la richiesta di archiviazione formulata dall’attuale procuratore Gregorio Capasso. L’udienza in camera di consiglio è stata velocissima. Il gip si è riservato. E non dovrebbe sciogliere la riserva prima di qualche giorno. Fiordalisi non era presente e neppure il suo difensore, l’avvocato Anton Emilio Krogh. La difesa è stata affidata a una memoria nella quale il magistrato insiste sulla posizione iniziale: che non sussistano gli estremi perché si configuri il reato di falso. Dall’accusa, l’ex procuratore, si era difeso strenuamente negando ogni addebito nel corso di un interrogatorio avvenuto nel luglio 2018.

I fatti contestati risalirebbero al periodo compreso tra il dicembre 2017 e i primi mesi del 2018, quando aveva già lasciato la procura gallurese. Il Consiglio superiore della magistratura aveva chiesto a Fiordalisi spiegazioni sulla mancata iscrizione di oltre mille notizie di reato. E i presunti falsi, stando all’accusa, sarebbero stati commessi in quel contesto, quando il magistrato era ritornato in Gallura per vedere gli atti negli uffici della Procura per poter, poi, fornire i chiarimenti richiesti al Csm.

La Procura di Roma a cui quella di Tempio aveva inviato il fascicolo ritenendola competente, aveva chiesto al gip l’archiviazione. Ma il gip di Roma si è dichiarato incompetente (i fatti contestati sarebbero stati commessi quando non era più procuratore a Tempio). Il fascicolo è dunque ritornato a Tempio. E anche il procuratore Capasso ha chiesto l’archiviazione. (t.s.)

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