Prostituzione, quattro denunce
di Stefania Puorro
Due donne e due uomini accusati di sfruttamento e favoreggiamento. Due case sigillate dai carabinieri
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OLBIA. Il primo contatto avveniva attraverso gli annunci hard su siti on line. Poi si organizzava l’incontro, tra il cliente e la “squillo”, e si sceglieva l’abitazione disponibile in quel momento, trasformata appunto in casa di appuntamenti. Un vero e proprio giro di prostituzione, scoperto dai carabinieri del reparto territoriale dopo mesi di indagini e appostamenti. Nel momento in cui sono riusciti a mettere insieme tante prove schiaccianti, sono entrati in azione (ieri all’alba) attuando quella che è stata definita “Operazione IV Novembre”. Alla fine, in esecuzione di alcune misure cautelari emesse dal gip di Tempio Caterina Interlandi, sono state denunciate quattro persone per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e una di loro (la mente del gruppo) avrà l’obbligo di firma. Poi sono stati perquisiti 4 appartamenti tra via Vittorio Veneto e traverse e due sono stati sigillati: uno si trova in via Tintoretto (tra via Barcellona e via Veneto), l’altro in via IV Novembre, la strada sempre più blindata e controllata, nella quale gli abitanti sono stati costretti a mettere le grate in ferro alle finestre per proteggersi da spacciatori e balordi.
I quattro denunciati. La posizione di “primo piano” la ricopriva un olbiese (che adesso avrà l’obbligo di firma). A lui il compito di fare “l’agente immobiliare” per trovare le case a luci rosse, di organizzare gli incontri e di intascare i soldi. Poi c’è una donna di origine dominicana: oltre a vendere il suo corpo, sfruttava la prostituzione di altre ragazze, sue connazionali. Gli altri due sono olbiesi e sono coloro che mettevano a disposizione gli appartamenti: si tratta di una impiegata di 60 anni incensurata e di un operaio di 40 anni, incensurato pure lui. Le loro case sono state sequestrate e nel momento in cui è scattato il blitz, all’interno c’era ancora una prostituta.
L’operazione. I carabinieri del reparto territoriale guidati dal tenente colonnello Davide Crapa sono entrati in azione al mattino presto. Più di trenta uomini si sono mobilitati a terra nell’area di via Vittorio Veneto. Impegnato nell’operazione anche un elicottero del 10° Nucleo di Vena Fiorita. I militari hanno agito a colpo sicuro, anche perché avevano già svolto decine di servizi di osservazione.
Le indagini. Le articolate e prolungate attività investigative condotte dai carabinieri della sezione operativa del Norm insieme con quelli della Stazione di Olbia Centro, sono partite diversi mesi fa dopo le segnalazioni di numerosi cittadini, soprattutto in via IV Novembre. Sono stati loro a notare il continuo via vai di uomini e di donne (prevalentemente straniere). E in alcuni casi i clienti sbagliavano anche campanello. I controlli e gli appostamenti, lì come in tante altre vie (Tintoretto, Lazio, Gennargentu) sono stati continui. Ieri i carabinieri hanno chiuso il cerchio e interrotto l’attività di sfruttamento della prostituzione. Ma non si escludono ulteriori sviluppi.
I quattro denunciati. La posizione di “primo piano” la ricopriva un olbiese (che adesso avrà l’obbligo di firma). A lui il compito di fare “l’agente immobiliare” per trovare le case a luci rosse, di organizzare gli incontri e di intascare i soldi. Poi c’è una donna di origine dominicana: oltre a vendere il suo corpo, sfruttava la prostituzione di altre ragazze, sue connazionali. Gli altri due sono olbiesi e sono coloro che mettevano a disposizione gli appartamenti: si tratta di una impiegata di 60 anni incensurata e di un operaio di 40 anni, incensurato pure lui. Le loro case sono state sequestrate e nel momento in cui è scattato il blitz, all’interno c’era ancora una prostituta.
L’operazione. I carabinieri del reparto territoriale guidati dal tenente colonnello Davide Crapa sono entrati in azione al mattino presto. Più di trenta uomini si sono mobilitati a terra nell’area di via Vittorio Veneto. Impegnato nell’operazione anche un elicottero del 10° Nucleo di Vena Fiorita. I militari hanno agito a colpo sicuro, anche perché avevano già svolto decine di servizi di osservazione.
Le indagini. Le articolate e prolungate attività investigative condotte dai carabinieri della sezione operativa del Norm insieme con quelli della Stazione di Olbia Centro, sono partite diversi mesi fa dopo le segnalazioni di numerosi cittadini, soprattutto in via IV Novembre. Sono stati loro a notare il continuo via vai di uomini e di donne (prevalentemente straniere). E in alcuni casi i clienti sbagliavano anche campanello. I controlli e gli appostamenti, lì come in tante altre vie (Tintoretto, Lazio, Gennargentu) sono stati continui. Ieri i carabinieri hanno chiuso il cerchio e interrotto l’attività di sfruttamento della prostituzione. Ma non si escludono ulteriori sviluppi.
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