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Domenico Fiordalisi sotto accusa per falso il gip non archivia
TEMPIO. Non sarà archiviata l’indagine nei confronti dell’ex procuratore Domenico Fiordalisi, accusato di falso. Il gip del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, ha rigettato l’istanza di dell’att...
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TEMPIO. Non sarà archiviata l’indagine nei confronti dell’ex procuratore Domenico Fiordalisi, accusato di falso. Il gip del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, ha rigettato l’istanza di dell’attuale procuratore Gregorio Capasso e ieri mattina ha depositato un’ordinanza di imputazione coatta. Significa che la Procura dovrà formulare entro dieci giorni l’imputazione e quindi il giudice fissare la data per l’udienza preliminare. In sostanza, la clamorosa indagine giudiziaria nei confronti dell’ex procuratore Fiordalisi, ora consigliere di Cassazione a Roma, non va in archivio. È l’epilogo dell’udienza che si era tenuta lo scorso 17 dicembre. Non era presente Domenico Fiordalisi, accusato di presunti falsi in diversi fascicoli d’indagine nei quali, secondo la contestazione, avrebbe aggiunto delle postille a penna. E non era presente neppure il suo difensore, l’avvocato Anton Emilio Krogh. Trasmessa al giudice però una memoria difensiva. L’udienza in camera di consiglio a Tempio era stata velocissima. Il gip si era riservato per esaminare gli e ieri ha depositato l’ordinanza di imputazione coatta. Il magistrato calabrese ha sempre sostenuto l’insussistenza dell’accusa.
I fatti contestati a Fiordalisi risalirebbero al periodo compreso tra il dicembre 2017 e i primi mesi del 2018, quando il magistrato aveva già lasciato la procura gallurese. Il Csm aveva chiesto a Fiordalisi spiegazioni sulla mancata iscrizione di oltre mille notizie di reato. E i presunti falsi, stando all’accusa, sarebbero stati commessi proprio in quel contesto, quando il magistrato era ritornato in Gallura per vedere gli atti negli uffici della Procura per poter, poi, fornire i chiarimenti richiesti al Csm. La Procura di Roma a cui quella di Tempio aveva inviato il fascicolo ritenendola competente, aveva chiesto al gip l’archiviazione. Ma il giudice di Roma si era dichiarato incompetente. Il fascicolo era dunque ritornato a Tempio. E a quel punto anche l’attuale procuratore Gregorio Capasso aveva chiesto l’archiviazione. (m.b.)
I fatti contestati a Fiordalisi risalirebbero al periodo compreso tra il dicembre 2017 e i primi mesi del 2018, quando il magistrato aveva già lasciato la procura gallurese. Il Csm aveva chiesto a Fiordalisi spiegazioni sulla mancata iscrizione di oltre mille notizie di reato. E i presunti falsi, stando all’accusa, sarebbero stati commessi proprio in quel contesto, quando il magistrato era ritornato in Gallura per vedere gli atti negli uffici della Procura per poter, poi, fornire i chiarimenti richiesti al Csm. La Procura di Roma a cui quella di Tempio aveva inviato il fascicolo ritenendola competente, aveva chiesto al gip l’archiviazione. Ma il giudice di Roma si era dichiarato incompetente. Il fascicolo era dunque ritornato a Tempio. E a quel punto anche l’attuale procuratore Gregorio Capasso aveva chiesto l’archiviazione. (m.b.)
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