Nizzi 2021 agita il centrodestra
di Serena Lullia
L’autoinvestitura mette all’angolo Cocciu e Serra. La Lega resta alla finestra e il Pd corteggia Scanu
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OLBIA. Sorpassa tutti a destra e fa mangiare la polvere agli aspiranti sindaci concorrenti. Settimo Nizzi conferma che nel 2021 si ricandiderà alla guida della città. E chi lo conosce sa bene che difficilmente farà un passo indietro. Nessuno sbandamento leghista. Sempre fedele a Silvio Berlusconi. Sempre con Forza Italia. Con l’autoinvestitura di Nizzi tramonta il sogno di chi vedeva il suo delfino Angelo Cocciu, oggi consigliere regionale, raccogliere l’eredità del padre politico. Ma il primo ad averlo capito deve essere stato proprio l’ex vice sindaco ed ex assessore all’Urbanistica se già ai primi di novembre aveva lanciato l’hastag #settimonizzisindacodiolbia2021. L’annuncio, ribadito in modo molto chiaro nella conferenza natalizia, avrà generato sicuramente un picco di acquisti di Maalox in farmacia. Ma Nizzi nega che ci siano bruciori di stomaco nel centrodestra. «Io non so nulla di questi malumori – afferma –. Dico però che se ci fosse un candidato più forte di me farei dieci passi indietro». Eppure lo sanno tutti, ma nessuno lo confermerà ufficialmente, che dentro Forza Italia non ci sia solo Cocciu con il sogno della fascia tricolore. L’assessore alla Pubblica istruzione, Sabrina Serra, un pensierino alla poltrona più alta del Palazzo ce lo ha fatto. I beni informati dicono con richiesta esplicita dei cittadini e da più parti. Ma il partito azzurro si guarderebbe bene dal detronizzare re Settimo, indiscusso uomo simbolo del partito, capace di trascinare una sbiadita Forza Italia al 28% alle ultime Regionali. Certo l’avanzata leghista è una realtà. Il partito di Salvini che governa la Regione potrebbe rivendicare più peso all’interno della futura coalizione di centrodestra per le Comunali 2021. Ma Nizzi fa la tara all’alleato. «Credo che in Sardegna e ancora di più a Olbia questo sia l’ ultimo problema – afferma –. Abbiamo una preparazione politica ormai consolidata. All’interno della coalizione che sostiene la Regione il centrodestra si è rinforzato. La Lega è cresciuta, Forza Italia ha perso consensi ma molti meno di quanti si pensasse. Ha guadagnato il Psd’Az. Partito che è naturalmente con noi, come i Riformatori e Fratelli d’Italia. Non credo ci saranno problemi a riproporre il centrodestra unito. La speranza è fare buone liste, ciascun partito per conto proprio, e convergere verso un unico candidato sindaco. Io sono il più forte al momento. Certo, se noi dovessimo fare errori tali da non avere più questo consenso, allora cercheremo un altro nome». Difficile pensare che la Lega accetti a testa bassa l’editto nizziano. Ed è poi innegabile che esista un’altra anima di centro-destra che non sostiene Nizzi e vorrebbe introdurre un elemento di novità nel 2021. Magari strizzando l’occhio all’ex azzurro fresco leghista Marco Piro, dissidente di Forza Italia già nel 2016.
Dall’altra parte il centrosinistra pensa a una sfida dal gusto retrò. Spenta quasi del tutto la voce sull’ex segretario del Partito democratico e dirigente scolastico, Gian Luca Corda, il Pd riflette se affidarsi al suo pezzo più pregiato. Gian Piero Scanu. Un nome di altissimo livello con una esperienza politica difficile da eguagliare. Sindaco, deputato per più legislature e senatore. Ma proprio in virtù del curriculum blasonato non è scontato che Scanu accetti la candidatura.
Dall’altra parte il centrosinistra pensa a una sfida dal gusto retrò. Spenta quasi del tutto la voce sull’ex segretario del Partito democratico e dirigente scolastico, Gian Luca Corda, il Pd riflette se affidarsi al suo pezzo più pregiato. Gian Piero Scanu. Un nome di altissimo livello con una esperienza politica difficile da eguagliare. Sindaco, deputato per più legislature e senatore. Ma proprio in virtù del curriculum blasonato non è scontato che Scanu accetti la candidatura.
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