La Nuova Sardegna

Olbia

Sette milioni nelle “slot” «Serve un regolamento»

di Sergio Secci
Sette milioni nelle “slot” «Serve un regolamento»

Siniscola, la richiesta presentata al Comune dai consiglieri della minoranza «Bisogna vietarle vicino alle scuole e prevedere sgravi per chi le elimina»  

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SINISCOLA. Sette milioni di euro solo nelle slot machine. Questa la cifra che secondo i monopoli di stato si sono spesi a Siniscola nel 2016 e anche se gli ultimi dati relativi al 2018 parlano di un calo delle giocate (Alle slot 5,6 milioni ma oltre 11e mezzo in totale ) il gioco d’azzardo anche a Siniscola ha raggiunto livelli preoccupanti di dipendenza, riflesso di un disagio che indubbiamente si accentua in concomitanza con la grave crisi economica ed occupazionale.

«Il gioco d’azzardo principalmente riguardante video poker e slot machine se cronico, si traduce in vere e proprie patologie compulsive, che devastano sul piano personale gli individui e su quello sociale intere famiglie» dice una nota dei consiglieri di minoranza di Siniscola che la scorsa settimana, hanno protocollato la richiesta di discussione e l’approvazione di un “Regolamento comunale per prevenire e contrastare patologie e problematiche legate al gioco d’azzardo lecito».

«Un fenomeno che si sta contrapponendo quale valore antitetico a quelli fondati su lavoro, sacrificio e rispetto della famiglia, del proprio tempo e del denaro – dice il portavoce Antonio Satta – l’organizzazione mondiale della Sanità considera il gioco compulsivo alla stregua di una malattia da dipendenza e ogni tipo di gioco che implica la spesa di denaro se affrontato in modo compulsivo, può rappresentare un pericolo per le persone e le rispettive famiglie». Anche a Siniscola, l’incremento del gioco ha determinato un numero esponenziale degli interventi e richieste di aiuto ai servizi sociali e a quelli specialistici della Asl.

Le persone colpite da gioco compulsivo si accorgono troppo tardi di questo fenomeno, le stesse famiglie hanno difficoltà ad affrontare il problema non certo marginale, ma dirompente e diffuso. Per questo motivo, si chiede la stesura di un regolamento per disciplinare le nuove attività commerciali e l’inserimento di nuovi apparecchi da gioco in quelle esistenti ponendoli ad una distanza minima di 500 metri dall’ingresso principale di istituti scolastici, strutture sanitarie, ricettive per categorie protette, luoghi di culto, impianti sportivi con vincolo ridotto a 100 metri dall’ingresso di sportelli bancari, postali o bancomat. L’opposizione, chiede anche sgravi fiscali per le attività che rimuovono gli apparecchi di gioco del il 15 per cento su Tari e suolo pubblico. Ancora si chiede, che gli immobili comunali dati in concessione non possano ospitare tali apparecchi di gioco divieto del patrocinio comunale a eventi che ospitano o pubblicizzano l’attività del gioco d’azzardo mentre ogni esercizio dovrà esporre una cartellonistica sul rischio di dipendenze, materiale informativo del servizio sanitario e il chiaro divieto di gioco per i minori e di pubblicità per le vincite avvenute. «Confidiamo nel consiglio comunale – conclude il portavoce Antonio Satta – affinché quanto prima deliberi e inizia a combattere attivamente il cancro del gioco e le sue compulsioni».

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