La Nuova Sardegna

Olbia

Sospesa funzionaria del tribunale

di Tiziana Simula

Il provvedimento del gip: avrebbe cercato di rivendere agli avvocati un valore bollato allegato agli atti

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TEMPIO. Una nuova inchiesta scuote il tribunale di Tempio. L’attenzione della Procura si è fermata al secondo piano del palazzo di giustizia gallurese, nel settore civile. È stata una funzionaria di quegli uffici a finire nei guai per un episodio che gli è costato l’accusa di falso e peculato e la sospensione dal lavoro per un anno, misura cautelare interdittiva disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi.

Al centro dell’ipotesi accusatoria il tentativo della donna di rivendere un contributo unificato per gli atti giudiziari da 508 euro allegato ad un atto. Secondo la contestazione mossa nei suoi confronti dalla Procura, la funzionaria infedele avrebbe sottratto un contributo unificato da un fascicolo vecchio e lo avrebbe utilizzato in un fascicolo nuovo, depositato nel luglio scorso, appropriandosi abusivamente del contributo unificato allegato dal difensore nell’atto da depositare. Valore bollato che, stando all’accusa, avrebbe cercato di rivendere ad altri difensori.

L’episodio contestato è solo uno. Ma evidentemente quello strano giro di marche da bollo ha destato sospetti. Tanto da far partire un’inchiesta da parte della Procura di Tempio. Che non si è, però, ancora conclusa.

La donna – assistita dall’avvocato Gianmario Lisca del Foro di Tempio – è stata sentita dal gip Caterina Interlandi alla vigilia di Natale. E dopo l’interrogatorio, il giudice ha disposto nei confronti dell’indagata l’applicazione della misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio. Non potrà cioè ritornate in tribunale ed esercitare il suo lavoro per un anno. È probabile che al provvedimento penale faccia ora seguito quello disciplinare che dovrà essere disposto dal presidente del tribunale di Tempio Giuseppe Magliulo.

Sulla notizia vige il più assoluto riserbo, anche perché sono ancora in corso accertamenti e verifiche da parte degli inquirenti – le indagini sono svolte dai carabinieri – che da mesi lavorano sottotraccia. Sulla vicenda trapelano pochissime indiscrezioni. L’ufficio dove la funzionaria lavora sarebbe stato sottoposto qualche mese fa a perquisizione e nel corso dei controlli i militari avrebbero sequestrato il contributo unificato “incriminato”, quello che avrebbe cercato di rivendere.

La donna, che da tantissimi anni lavora nel palazzo di giustizia gallurese, nega ogni addebito.

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