La Nuova Sardegna

Olbia

Falso e peculato in tribunale l’inchiesta va ancora avanti

di Tiziana Simula
Falso e peculato in tribunale l’inchiesta va ancora avanti

Prosegue l’attività investigativa dopo la sospensione di un’impiegata del civile L’accusa: avrebbe cercato di rivendere un valore bollato allegato agli atti

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TEMPIO. Il lavoro degli investigatori non è ancora concluso e sulla vicenda giudiziaria che ha travolto un’impiegata degli uffici della sezione civile del tribunale di Tempio, indagata per falso e peculato, vige la massima riservatezza. L’inchiesta della Procura scattata mesi fa punta a fare luce su quello strano giro di marche da bollo che la donna, stando all’ipotesi accusatoria, avrebbe cercato di rivendere a diversi avvocati con uno stratagemma. L’accusa – l’episodio contestato, al momento, è solo uno – è di aver tentato di rivendere un contributo unificato (valore bollato che viene apposto negli atti) da 508 euro. Secondo la contestazione mossa nei suoi confronti dalla Procura, l’impiegata infedele avrebbe sottratto un contributo unificato da un fascicolo vecchio e lo avrebbe utilizzato in un fascicolo nuovo, depositato nel luglio scorso, appropriandosi abusivamente del contributo unificato allegato dal difensore nell’atto da depositare. Valore bollato che, stando all’accusa, avrebbe cercato di rivendere ad altri difensori.

Da mesi, l’ufficio al secondo piano del tribunale era tenuto sotto controllo. Nelle mani degli investigatori ci sarebbero immagini e altri elementi che documentano i fatti contestati alla donna. Nel corso di una perquisizione nell’ufficio, la polizia giudiziaria avrebbe sequestrato il contributo unificato “incriminato”, quello che avrebbe cercato di rivendere. Ma l’attività investigativa prosegue per accertare anche altri fatti e potrebbe estendersi anche ad altre persone. Nel frattempo, però, la vicenda dell’impiegata è già approdata davanti al gip del tribunale di Tempio. La dipendente – un’ assistente giudiziario che lavora da oltre vent’anni nel palazzo di giustizia gallurese, prima come lsu (lavoratore socialmente utile) e successivamente inquadrata con un concorso interno – è stata interrogata dal gip Caterina Interlandi. E dopo l’interrogatorio, il giudice ha disposto nei confronti dell’indagata l’applicazione della misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio. Non potrà cioè ritornate in tribunale ed esercitare il suo lavoro, e questo per la durata di un anno.

È probabile che al provvedimento penale faccia ora seguito quello disciplinare che dovrà essere disposto dal presidente del tribunale di Tempio Giuseppe Magliulo.

La donna è difesa dall’avvocato Gian Mario Lisca.

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