«No a Nizzi autocandidato» Lega verso una lista da sola
di Serena Lullia
Al vice-coordinatore Giagoni non piace l’autoinvestitura del sindaco per il 2021 «Prima parliamo di programmi. In caso contrario correremo in moto autonomo»
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OLBIA. Pronta a correre da sola alle Comunali 2021. Il Maalox non è bastato alla Lega per digerire l’autocandidatura di Settimo Nizzi alla guida della lista di centrodestra. Il partito verde fa sapere di non temere la corsa in solitaria. Il vice-coordinatore regionale, Dario Giagoni, prende le distanza dalle dichiarazioni del sindaco pronto a correre ancora per la fascia tricolore. «Prima di parlare di autonomine sarebbe opportuno parlare di programmi e spendere un po’ di tempo nel confrontarci reciprocamente», dichiara Giagoni. Parole che fanno intendere, come era scontato, che la Lega intende far valere il suo peso nella coalizione di centrodestra. L’esponente leghista indica il metodo per trovare il candidato sindaco. Non primarie interne, roba da centrosinistra ma una discussione generale insieme a tutti i partiti del centrodestra unito. «Le decisioni devono essere condivise da tutti i partiti presenti al tavolo del centrodestra, non imposte senza appello», sottolinea l’uomo forte di Salvini in Sardegna.
Nizzi, durante la tradizionale conferenza di fine anno aveva ribadito la volontà di candidarsi. Aveva precisato di essere pronto a fare non uno, ma dieci passi indietro di fronte a un candidato più forte di lui. Ma aveva anche ribadito con orgoglio di essere al momento l’uomo più forte del centrodestra. Due calcoli il sindaco se li deve essere fatti da qui al 2021. In un anno e mezzo, oltre alla normale attività amministrativa e alle novità che potranno arrivare in tutti questi mesi, potrà portare in dote parecchi tagli del nastro. Di quelli che restano impressi nella memoria dei cittadini. Prima di tutto il nuovo lungomare di via Redipuglia e la piazza. Più l’ex mattatoio. Poco importa se si tratti di opere pubbliche progettate dal suo predecessore e quindi dal centrosinistra. «Noi quei progetti li abbiamo rivisitati e soprattutto abbiamo reso spendibili le risorse» precisa nel caso in cui qualcun altro si azzardi a levargli la paternità delle opere che inaugurerà nel 2020. Il primo cittadino mette anche in conto di chiudere il mandato dando alla città i due strumenti urbanistici più attesi. Il Puc e il Pul, il Piano di utilizzo dei litorali.
Ma la Lega fa altri ragionamenti. Chiede programmi, progetti condivisi di sviluppo per la città in cui il partito possa dire la sua. Giagoni lancia poi la sfida a Nizzi. Con il coraggio di chi sa che il centrodestra diviso è destinato a perdere almeno al primo turno, come dimostra la storia delle elezioni. «Il nostro partito non ha alcuna paura di correre da solo – conclude il vice coordinatore –. E soprattutto non abbiamo paura di fare opposizione. Siamo parecchio bravi anche dall’altro lato della barricata a dire il vero, qualora le scelte fatte non rispecchiassero i nostri progetti per la città».
Nizzi, durante la tradizionale conferenza di fine anno aveva ribadito la volontà di candidarsi. Aveva precisato di essere pronto a fare non uno, ma dieci passi indietro di fronte a un candidato più forte di lui. Ma aveva anche ribadito con orgoglio di essere al momento l’uomo più forte del centrodestra. Due calcoli il sindaco se li deve essere fatti da qui al 2021. In un anno e mezzo, oltre alla normale attività amministrativa e alle novità che potranno arrivare in tutti questi mesi, potrà portare in dote parecchi tagli del nastro. Di quelli che restano impressi nella memoria dei cittadini. Prima di tutto il nuovo lungomare di via Redipuglia e la piazza. Più l’ex mattatoio. Poco importa se si tratti di opere pubbliche progettate dal suo predecessore e quindi dal centrosinistra. «Noi quei progetti li abbiamo rivisitati e soprattutto abbiamo reso spendibili le risorse» precisa nel caso in cui qualcun altro si azzardi a levargli la paternità delle opere che inaugurerà nel 2020. Il primo cittadino mette anche in conto di chiudere il mandato dando alla città i due strumenti urbanistici più attesi. Il Puc e il Pul, il Piano di utilizzo dei litorali.
Ma la Lega fa altri ragionamenti. Chiede programmi, progetti condivisi di sviluppo per la città in cui il partito possa dire la sua. Giagoni lancia poi la sfida a Nizzi. Con il coraggio di chi sa che il centrodestra diviso è destinato a perdere almeno al primo turno, come dimostra la storia delle elezioni. «Il nostro partito non ha alcuna paura di correre da solo – conclude il vice coordinatore –. E soprattutto non abbiamo paura di fare opposizione. Siamo parecchio bravi anche dall’altro lato della barricata a dire il vero, qualora le scelte fatte non rispecchiassero i nostri progetti per la città».
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