La Nuova Sardegna

Olbia

Torpè, un lungo anno di attentati

di Sergio Secci
Torpè, un lungo anno di attentati

Mentre continuano le indagini sulle fucilate di due notti fa, si fa il bilancio del 2019 tra spari e incendi

3 MINUTI DI LETTURA





TORPÈ. Le indagini sono in corso, a Torpè, per fare piena luce sul nuovo atto intimidatorio messo a segno due notti fa ai danni di una famiglia residente in via Genova. Cinque fucilate, per motivi tutt’ora inspiegabili, sono state esplose nel corso della notte contro la facciata dell’abitazione nella quale risiedono i coniugi Gesuino Sanna e Graziella Chessa, operaio lui, casalinga lei, e la loro unica figlia. Un risveglio, per loro, triste e di soprassalto.

La casa della coppia si trova in via Genova alla periferia ovest del paese a poca distanza dalla strada che porta verso il lago e verso le campagne. Facile quindi per chi ha agito con il favore delle tenebre giungere inosservato sin davanti alla casa della coppia evitando anche le varie telecamere che sono installate negli uffici pubblici e nella vicina sede del Banco di Sardegna.

Le cinque esplosioni hanno ovviamente svegliato di soprassalto tutti gli abitanti della via e quasi subito è stato dato l’allarme ma ormai l’attentatore era riuscito a far perdere le proprie tracce. Lievi i danni alla facciata dell’abitazione ma sicuramente tanto spavento per Gesuino Sanna e per la moglie che qualche giorno fa, il giorno di Natale per la precisione, erano stati fatti oggetto di un altro attentato. In quel caso, sempre nel corso della notte, pare che siano stati esplosi due colpi di pistola nelle vicinanze della casa.

A raccogliere la denuncia della coppia, sono stati gli agenti del commissariato di polizia di Siniscola con gli agenti che nei giorni scorsi, che hanno verificato la posizione di alcune persone ed eseguito vari sopralluoghi in paese con l’intenzione di riuscire ad identificare i responsabili dell’ennesima azione intimidatoria che si verifica a Torpè.

Si mira soprattutto a capire quale possa essere il movente che ha portato gli attentatori a intervenire per due volte nel giro di pochi giorni contro la famiglia Sanna. Certo è che l’anno che sta per chiudersi, per il paese baroniese è stato particolarmente prodigo di atti programmati e portati a segno da diversi malintenzionati. Incendi in abitazioni coloniche e nelle campagne, scritte minatorie e attentati con liquido incendiario ai danni di auto appartenenti a residenti ed extracomunitari. Ci sono stati anche altri episodi di spari contro le abitazioni mentre proprio un anno fa, ovvero nel mese di dicembre 2018, era stato messo a segno un attentato con esplosivo posizionato sotto la casa di un pensionato. Fatti molto gravi sicuramente messi a segno per questioni non collegate fra loro e che hanno creato un clima di insicurezza e paura. Sinora, le indagini da parte condotte dalla polizia e dai carabinieri, non sono riuscite ancora ad individuare i responsabili. Ma non è escluso che, in particolare per l’ultimo episodio, nei prossimi giorni possano arrivare novità o la svolta attesa che riesca a far luce sull’attentato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative