«L’assessore Quargnenti deve dimettersi subito»
di Angelo Mavuli
Anche il Pci e Resistenza Gallura invitano l’indagato a lasciare il suo incarico Intanto arriva dal Palazzo la notizia del reintegro in giunta di Anna Paola Aisoni
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TEMPIO. Dopo Monica Liguori, consigliera comunale di Tempio Libera che qualche giorno fa aveva chiesto le dimissioni dell’assessore Francesco Quargnenti per la sua iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dei finanziamenti regionali relativi a progetti per le strade rurali, ieri la stessa richiesta è stata presentata anche dalla sezione tempiese del Pci, a firma del suo segretario sezionale Nicola Luciano, e dal direttivo di Resistenza Gallura. Il comunicato del Pci dopo avere espresso l’augurio che l’assessore Quargnenti riesca a dimostrare la sua piena estraneità ai fatti contestati passa a esaminare la vicenda dal punto di vista politico-amministrativo.
«Non si può tacere - però -, scrive Luciano che l'assessorato alla viabilità rurale in tutti questi anni, proprio a causa dell’inchiesta, è rimasto immobile creando solo disagi. Quargnenti, per il bene comune, avrebbe invece dovuto dimettersi immediatamente, anziché bloccare tutto con danni enormi per la comunità».
Nicola Luciano nel suo interventoo critica anche l’esecutivo “per il suo modus operandi”. «I pochi lavori pubblici e i contributi per le manifestazioni sono assegnati ad associazioni palesemente legate a componenti di giunta. Come ad esempio - sottolinea Luciano -, l'affidamento di una parte della Pischinaccia a un prezzo annuo inferiore a quello che negli anni passati era pattuito per un solo mese».
Nell’elenco critico di Nicola Luciano vi è anche «l’anomala trattativa con una fantomatica società segreta per svendere Rinagghju e l'appalto per il verde pubblico gestito d’ora in avanti da una ditta olbiese».
Duro anche il direttivo di Resistenza Gallura che fa riferimento alle indagini della Procura di Cagliari e che insiste soprattutto «sull'inopportunità politica al proseguimento di questa giunta nel proprio mandato amministrativo. Un mandato, caratterizzato da continue frammentazioni politiche che hanno inciso negativamente sulla comunità e da situazioni negative come ad esempio: la giunta retta e guidata dall'assessore Addis, non legittimato nel ruolo dal voto democratico: le dimissioni dell'assessore Daniela Lattuneddu, la presa di distanze dall'operato della Giunta della consigliera Alessandra Amic, (alla quale fu ritirata, dall'allora sindaco Andrea Biancareddu, la delega assessoriale alle Politiche sociali), e infine il ritiro delle deleghe assessoriali e di vicesindaco, alla consigliera Anna Paola Aisoni, sempre ad opera dell'ex sindaco Biancareddu. Elementi questi, che sono il sintomo di un fatto politico di rilevanza non trascurabile. La giunta non regge più la sua azione amministrativa». Il comunicato si chiude con un invito all’amministrazione «perché rimetta il mandato amministrativo nelle mani degli elettori che a breve saranno chiamati, da protagonisti, al rinnovo del governo della città».
Intanto in tarda serata dal Palazzo Comunale è arrivata una notizia: Anna Paola Aisoni è stata reintegrata nel suo vecchio ruolo di assessore.
«Non si può tacere - però -, scrive Luciano che l'assessorato alla viabilità rurale in tutti questi anni, proprio a causa dell’inchiesta, è rimasto immobile creando solo disagi. Quargnenti, per il bene comune, avrebbe invece dovuto dimettersi immediatamente, anziché bloccare tutto con danni enormi per la comunità».
Nicola Luciano nel suo interventoo critica anche l’esecutivo “per il suo modus operandi”. «I pochi lavori pubblici e i contributi per le manifestazioni sono assegnati ad associazioni palesemente legate a componenti di giunta. Come ad esempio - sottolinea Luciano -, l'affidamento di una parte della Pischinaccia a un prezzo annuo inferiore a quello che negli anni passati era pattuito per un solo mese».
Nell’elenco critico di Nicola Luciano vi è anche «l’anomala trattativa con una fantomatica società segreta per svendere Rinagghju e l'appalto per il verde pubblico gestito d’ora in avanti da una ditta olbiese».
Duro anche il direttivo di Resistenza Gallura che fa riferimento alle indagini della Procura di Cagliari e che insiste soprattutto «sull'inopportunità politica al proseguimento di questa giunta nel proprio mandato amministrativo. Un mandato, caratterizzato da continue frammentazioni politiche che hanno inciso negativamente sulla comunità e da situazioni negative come ad esempio: la giunta retta e guidata dall'assessore Addis, non legittimato nel ruolo dal voto democratico: le dimissioni dell'assessore Daniela Lattuneddu, la presa di distanze dall'operato della Giunta della consigliera Alessandra Amic, (alla quale fu ritirata, dall'allora sindaco Andrea Biancareddu, la delega assessoriale alle Politiche sociali), e infine il ritiro delle deleghe assessoriali e di vicesindaco, alla consigliera Anna Paola Aisoni, sempre ad opera dell'ex sindaco Biancareddu. Elementi questi, che sono il sintomo di un fatto politico di rilevanza non trascurabile. La giunta non regge più la sua azione amministrativa». Il comunicato si chiude con un invito all’amministrazione «perché rimetta il mandato amministrativo nelle mani degli elettori che a breve saranno chiamati, da protagonisti, al rinnovo del governo della città».
Intanto in tarda serata dal Palazzo Comunale è arrivata una notizia: Anna Paola Aisoni è stata reintegrata nel suo vecchio ruolo di assessore.
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