Nuova vita per due siti archeologici
di Dario Budroni
Finanziati i lavori nella cisterna e nella fattoria romana sul fiume Padrongianus
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. In certi siti archeologici continua a tirare una brutta aria. Quindi meglio intervenire subito ed evitare che alla fine qualcosa si rompa e cada giù. Il Comune ha appena deciso di mettere in sicurezza e rendere perfettamente fruibili due pezzi pregiati del passato olbiese: la fattoria romana di S’Imbalconadu, sulle sponde del fiume Padrongianus, e la cisterna romana, di fronte all’acquedotto costruito in età imperiale. I soldi arrivano dalla Regione. Si parla di 190mila euro: tolti i costi di progettazione e delle procedure tecniche, per gli interventi veri e propri l’amministrazione ne spenderà 130mila.
La fattoria. Il Comune, ormai quasi un anno fa, aveva ottenuto 190mila euro da un bando regionale. Con la collaborazione della Soprintendenza, aveva poi deciso di intervenire in cinque monumenti a rischio. Considerate però le risorse a disposizione e il costo dei lavori, è stato deciso di mettere in sicurezza e strappare al degrado i due siti più problematici. A cominciare dalla fattoria romana di S’Imbalconadu, sulla strada per Loiri, chiusa nel marzo 2019 dal sindaco Settimo Nizzi per l’instabilità della tettoia di legno, a rischio crollo, che protegge i resti millenari. Un’azienda agricola, con un’area produttiva e un’altra abitativa, che testimonia lo splendore dell’età romana anche al di là dell’antico perimetro urbano. «Adesso partiamo con la procedura di affidamento dei lavori – spiega Sabrina Serra, assessora alla Cultura -. Avevamo partecipato a un bando regionale e impiegheremo queste risorse per sistemare due importanti siti archeologici. La fattoria di S’Imbalconadu sarà messa in sicurezza e poi riaperta».
La cisterna. Allo stesso tempo si interverrà anche alle spalle del rione di Tilibbas, nella cisterna romana di Sa Rughittula, costruita probabilmente con l’obiettivo di rifornire una villa o un latifondo. Per anni trasformata in un ricovero per senzatetto, la cisterna di epoca imperiale, che sorge proprio di fronte ai resti dell’acquedotto, è a rischio crollo. «Anche in questo caso metteremo in sicurezza il monumento, che sarà poi coperto con il vetro per contrastare gli agenti atmosferici», sottolinea Sabrina Serra.
Gli altri siti. Con i 190mila euro della Regione il Comune porterà a termine gli interventi più urgenti. «Ma ci stiamo impegnando per reperire altre risorse per poter agire anche in altri siti archeologici della città – assicura l’assessora alla Cultura -. I soldi attuali non bastavano per tutto, quindi abbiamo dovuto fare una scelta. Abbiamo dato la priorità ai siti più a rischio». Un giorno, dunque, si interverrà nelle mura puniche di via Acquedotto, da sempre nel mirino dei vandali che, ultimamente, hanno anche smontato una porzione di muro. Poi nelle officine puniche di via Nanni, anche loro prese di mira dai teppisti, e nella tomba dei giganti Su Mont’e s’Abe, ai piedi del castello di Pedres, da tempo frequentata da chi è convinto che sdraiarsi sui massi di granito generi benefici psicofisici, con conseguenti danni all’antico monumento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La fattoria. Il Comune, ormai quasi un anno fa, aveva ottenuto 190mila euro da un bando regionale. Con la collaborazione della Soprintendenza, aveva poi deciso di intervenire in cinque monumenti a rischio. Considerate però le risorse a disposizione e il costo dei lavori, è stato deciso di mettere in sicurezza e strappare al degrado i due siti più problematici. A cominciare dalla fattoria romana di S’Imbalconadu, sulla strada per Loiri, chiusa nel marzo 2019 dal sindaco Settimo Nizzi per l’instabilità della tettoia di legno, a rischio crollo, che protegge i resti millenari. Un’azienda agricola, con un’area produttiva e un’altra abitativa, che testimonia lo splendore dell’età romana anche al di là dell’antico perimetro urbano. «Adesso partiamo con la procedura di affidamento dei lavori – spiega Sabrina Serra, assessora alla Cultura -. Avevamo partecipato a un bando regionale e impiegheremo queste risorse per sistemare due importanti siti archeologici. La fattoria di S’Imbalconadu sarà messa in sicurezza e poi riaperta».
La cisterna. Allo stesso tempo si interverrà anche alle spalle del rione di Tilibbas, nella cisterna romana di Sa Rughittula, costruita probabilmente con l’obiettivo di rifornire una villa o un latifondo. Per anni trasformata in un ricovero per senzatetto, la cisterna di epoca imperiale, che sorge proprio di fronte ai resti dell’acquedotto, è a rischio crollo. «Anche in questo caso metteremo in sicurezza il monumento, che sarà poi coperto con il vetro per contrastare gli agenti atmosferici», sottolinea Sabrina Serra.
Gli altri siti. Con i 190mila euro della Regione il Comune porterà a termine gli interventi più urgenti. «Ma ci stiamo impegnando per reperire altre risorse per poter agire anche in altri siti archeologici della città – assicura l’assessora alla Cultura -. I soldi attuali non bastavano per tutto, quindi abbiamo dovuto fare una scelta. Abbiamo dato la priorità ai siti più a rischio». Un giorno, dunque, si interverrà nelle mura puniche di via Acquedotto, da sempre nel mirino dei vandali che, ultimamente, hanno anche smontato una porzione di muro. Poi nelle officine puniche di via Nanni, anche loro prese di mira dai teppisti, e nella tomba dei giganti Su Mont’e s’Abe, ai piedi del castello di Pedres, da tempo frequentata da chi è convinto che sdraiarsi sui massi di granito generi benefici psicofisici, con conseguenti danni all’antico monumento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
