Santa Teresa, posti barca salati: previsti aumenti del 24 per cento
Le tariffe non sono state adeguate all’Istat negli ultimi 17 anni. Il sindaco chiede di contenere i rincari
SANTA TERESA. Le tariffe degli ormeggi al porto potrebbero lievitare in media del 24 per cento. I canoni del servizio sono fermi al 2003. La previsione del sostanzioso ritocco è dovuto a un adeguamento automatico Istat, mai applicato negli ultimi 17 anni. La municipalizzata Silene ogni anno versa un canone demaniale per la gestione del porto di quasi 90mila euro, importo lievitato negli ultimi anni se si considera che nel 2006 era di quasi 27mila euro. L'amministrazione Pisciottu punta comunque a mantenere pressoché inalterate le tariffe per il 2020. «Fermo restando la salvaguardia della buona gestione economica e finanziaria della municipalizzata - spiega il sindaco Stefano Pisciottu -, è onere dell'amministrazione tutelare la platea degli utenti che usufruiscono dei servizi portuali gestiti dalla Silene.
Il recupero integrale dell'incremento medio delle tariffe di ormeggio del 24%, maturato dal 2003 a oggi, non sarebbe sostenibile per diversi utenti. Da qui la richiesta inviata alla multiservizi, gestore di interesse pubblico, di adeguare il tariffario contenendo gli aumenti delle tariffe portuali, compatibilmente con l'equilibrio finanziario della società partecipata».
L'obiettivo, come indicato dalla giunta, è quello di tutelare la piena fruibilità del servizio di supporto alla nautica da diporto: «Attraverso la conferma di tariffe agevolate per l'ormeggio a favore dei residenti a Santa Teresa e di chi dimora nel territorio comunale. In sostanza, chiediamo che il plafond complessivo delle riduzioni/agevolazioni non subisca riduzioni significative», afferma il sindaco. La Silene dovrà ora rimodulare le tariffe tenendo conto delle indicazioni dell'amministrazione comunale, relative anche ai contratti annuali per i natanti e le imbarcazioni di lunghezza più contenuta, delle tariffe giornaliere riservate ai transiti e per i servizi accessori.
L'invito della giunta alla Silene riguarda anche ipotesi di sconti percentuali sulle tariffe giornaliere per lunghi periodi. La municipalizzata ogni anno effettua manutenzioni ordinarie sulla struttura portuale. Ma anche interventi più rilevanti, come quello programmato che prevede il rifacimento dell'impianto antincendio, il ripristino del sistema di smaltimento delle acque nere delle imbarcazioni, l'acquisto di "seabin", i cosiddetti spazzini del mare. Durante gli anni il canone demaniale per la Silene è lievitato e in futuro sarà ancora incrementato perché è previsto l'ampliamento degli spazi a mare. Attualmente il porto Longonsardo conta 700 posti barca, distribuiti su un'area di 48mila metri quadri.
«L'autorità di sistema portuale del mare di Sardegna ha già finanziato 500mila euro per la progettazione dell'allungamento della banchina commerciale», afferma Pisciottu. L'opera complessiva, che comprende anche altre manutenzioni, è di 18,8 milioni.
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