La Nuova Sardegna

Olbia

Incidente mortale a Suiles l’inchiesta non è conclusa

di Marco Bittau
Incidente mortale a Suiles l’inchiesta non è conclusa

Rigettata l’istanza di ricusazione del gip presentata dalla difesa. Era fuori termine La Corte d’appello: «È opportuno che un altro giudice gestisca il procedimento»

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OLBIA. Diventa sempre più un caso giudiziario l’inchiesta sulla morte di Gianluca Carta, 34enne olbiese, sbalzato dalla sua moto un anno e mezzo fa mentre percorreva la strada per Golfo Aranci, all’altezza di Suiles. La famiglia del giovane centauro morto non si è mai arresa alle richieste di archiviazione e chiede che la Procura faccia accertamenti più approfonditi. In particolare, non è mai stata disposta alcuna perizia «al fine di accertare se le condizioni della strada abbiano causato o concorso a causare l’incidente mortale». Così Narciso Carta e Marianna Montevago, padre e madre di Gianluca, hanno ingaggiato una battaglia a suon di opposizioni, reclami e persino un’istanza di ricusazione del giudice, presentata dall’avvocato Abele Cherchi, difensore della famiglia. A questo proposito, dalla Corte d’appello di Sassari arriva l’ennesimo colpo di scena: l’istanza di ricusazione del giudice è stata rigettata perché presentata fuori termine, ma nel merito la Corte d’appello ha riconosciuto le ragioni del difensore della famiglia Carta. Di fatto, il gip Caterina Interlandi non dovrà occuparsi ancora del procedimento alla prossima udienza (camerale) per decidere sull’opposizione alla richiesta di archiviazione

L’incidente risale al 16 settembre 2018. Il motociclista olbiese si era schiantato con la sua Kawasaki contro un guard rail della panoramica da Olbia a Golfo Aranci. La Procura di Tempio ha liquidato l’indagine sostenendo che il centauro ha perso il controllo della moto ed è finito fuori strada. Nel gennaio 2019, infatti, il procedimento era stato archiviato dal gip, provvedimento poi annullato dal giudice monocratico Marco Contu in seguito alla presentazione del reclamo da parte dei familiari di Gianluca Carta, che si erano opposti alle decisioni della Procura prima, che aveva chiesto l’archiviazione, e del gip, poi, che l’aveva disposta. Lo scorso settembre la nuova udienza davanti al gip. In udienza il difensore ha sollevato l’incompatibilità del gip Caterina Interlandi sostendo che si fosse già espressa in precedenza con l’archiviazione e chiedendole, quindi, di astenersi. Il gip ha ritenuto che non ci fosse alcuna incompatibilità. A quel punto, l’avvocato Cherchi ha chiesto la ricusazione del giudice.

La Corte d’appello ha rigettato l’istanza perché presentata fuori termine, ma nel merito ha di fatto accolto la tesi dell’avvocato Cherchi. «La circostanza – si legge nell’ordinanza – che la dottoressa Interlandi abbia già espresso valutazioni prognostiche in ordine alla fondatezza dell’accusa, disattendendo l’unica consulenza tecnica in atti e si sia già pronunciata sull’identica materia del contendere, elaborando le valutazioni contenute nel decreto annullato fanno sorgere l’opportunità che la procedura venga gestita da altro giudice che garantisca l’esigenza di assoluta terzietà più volte valorizzata dalla Corte costituzionale, nella totale assenza di elementi idonei a comprometterne l’immagine nei confronti degli utenti della giustizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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