Abusi edilizi a villa Nizzi c’è l’ordine di demolizione
di Marco Bittau
Il Comune di Golfo Aranci: 90 giorni di tempo per eliminare la cantina contestata Il sindaco intenzionato a provvedere: questione di rispetto verso le istituzioni
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OLBIA. Colpo di scena nell’inchiesta sui presunti abusi edilizi commessi nella nuova villa del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, costruita a Terrata. Giovedì sera il Comune di Golfo Aranci ha notificato l’ordinanza di demolizione della cantina ritenuta fuori norma e il sindaco ha ora 90 giorni di tempo per provvedere. Intanto, è stata fissata al 19 marzo l’udienza in Cassazione, a Roma, per decidere sul ricorso presentato dalla Procura di Tempio per l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale del riesame che aveva disposto il dissequestro parziale della villa.
L’ordinanza ha fatto sobbalzare sulla sedia il sindaco Nizzi che ieri ha incontrato gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana, per mettere a punto la linea difensiva. Il sindaco ha manifestato la volontà di adempiere all’ordinanza e rimuovere la cantina contestata. «Sono un pubblico amministratore e ho il massimo rispetto delle istituzioni – avrebbe detto ai suoi avvocati – se un’altra amministrazione pubblica dice che ho sbagliato, rispetterò quella decisione».
Gli avvocati, che già propendevano per la soluzione del ricorso al Tar contro l’ordinanza del Comune di Golfo Aranci, hanno deciso di prendere tempo. «Qualche giorno per esaminare il caso e riflettere – ha confermato l’avvocato Leonardo Salvemini – la volontà del sindaco Nizzi è comunque condivisibile dal punto di vista del rispetto per le istituzioni. In ogni caso la partita più importante sarà quella che si giocherà a Roma, in Cassazione, il 19 marzo. Lì si decide sulle accuse che riguardano tutta l’abitazione e non solo la cantina».
Il sequestro della villa era scattato il 22 ottobre scorso. Sequestro richiesto dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso e disposto dal gip del tribunale Caterina Interlandi. La Procura contesta al sindaco di aver costruito con concessione scaduta, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico, di aver cambiato la destinazione d’uso del seminterrato, trasformato in appartamento, e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Il 4 novembre il Tribunale del riesame, accogliendo le richieste degli avvocati difensori, aveva dissequestrato parzialmente la villa, confermando i sigilli solo per la cantina. Che, stando alle accuse della Procura, confermate anche dal Riesame, sarebbe stata trasformata in un locale abitabile con cucina e bagno.
La Procura di Tempio nel ricorso in Cassazione sostiene che le motivazioni del provvedimento di dissequestro del tribunale sono illogiche e non adeguatamente argomentate, soprattutto relativamente alla contestazione che riguarda l’inizio dei lavori. Il concetto di “inizio lavori” è inteso in maniera diversa dal Riesame: per stabilire che i lavori sono cominciati entro i termini, per la Procura, occorrono opere importanti e visibili. La difesa sostiene, invece, che è sufficiente aver fatto scavi e messo paletti e mezzi nel cantiere. «I lavori sono iniziati tempestivamente, l’immobile è stato edificato nel pieno rispetto della normativa vigente. Il ricorso in Cassazione sarà l’occasione per ribadire quanto già sostenuto e accertato in sede di Riesame», dicono gli avvocati Deiana e Salvemini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ordinanza ha fatto sobbalzare sulla sedia il sindaco Nizzi che ieri ha incontrato gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana, per mettere a punto la linea difensiva. Il sindaco ha manifestato la volontà di adempiere all’ordinanza e rimuovere la cantina contestata. «Sono un pubblico amministratore e ho il massimo rispetto delle istituzioni – avrebbe detto ai suoi avvocati – se un’altra amministrazione pubblica dice che ho sbagliato, rispetterò quella decisione».
Gli avvocati, che già propendevano per la soluzione del ricorso al Tar contro l’ordinanza del Comune di Golfo Aranci, hanno deciso di prendere tempo. «Qualche giorno per esaminare il caso e riflettere – ha confermato l’avvocato Leonardo Salvemini – la volontà del sindaco Nizzi è comunque condivisibile dal punto di vista del rispetto per le istituzioni. In ogni caso la partita più importante sarà quella che si giocherà a Roma, in Cassazione, il 19 marzo. Lì si decide sulle accuse che riguardano tutta l’abitazione e non solo la cantina».
Il sequestro della villa era scattato il 22 ottobre scorso. Sequestro richiesto dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso e disposto dal gip del tribunale Caterina Interlandi. La Procura contesta al sindaco di aver costruito con concessione scaduta, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico, di aver cambiato la destinazione d’uso del seminterrato, trasformato in appartamento, e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Il 4 novembre il Tribunale del riesame, accogliendo le richieste degli avvocati difensori, aveva dissequestrato parzialmente la villa, confermando i sigilli solo per la cantina. Che, stando alle accuse della Procura, confermate anche dal Riesame, sarebbe stata trasformata in un locale abitabile con cucina e bagno.
La Procura di Tempio nel ricorso in Cassazione sostiene che le motivazioni del provvedimento di dissequestro del tribunale sono illogiche e non adeguatamente argomentate, soprattutto relativamente alla contestazione che riguarda l’inizio dei lavori. Il concetto di “inizio lavori” è inteso in maniera diversa dal Riesame: per stabilire che i lavori sono cominciati entro i termini, per la Procura, occorrono opere importanti e visibili. La difesa sostiene, invece, che è sufficiente aver fatto scavi e messo paletti e mezzi nel cantiere. «I lavori sono iniziati tempestivamente, l’immobile è stato edificato nel pieno rispetto della normativa vigente. Il ricorso in Cassazione sarà l’occasione per ribadire quanto già sostenuto e accertato in sede di Riesame», dicono gli avvocati Deiana e Salvemini.
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