Artigianato e turismo, un’opportunità
di Giandomenico Mele
Operatori a confronto al Sardinia “Call2Action” organizzato da Geasar e Regione
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OLBIA. Una platea potenziale di turisti interessati al mercato dell’artigianato artistico della Sardegna. Un pubblico prevalentemente internazionale, che rappresenta un’opportunità unica per valorizzare il lavoro artigiano e il patrimonio creativo di una moltitudine di piccoli artisti di bottega della realtà dell’Isola. L’aula magna della facoltà di Economia e Management del turismo dell’aeroporto di Olbia ha ospitato ieri mattina l’evento dedicato allo sviluppo delle possibili relazioni tra artigianato e turismo. Il programma, ideato e organizzato dalla Geasar, insieme all’assessorato regionale del Turismo, Commercio e Artigianato, si è sviluppato all’interno dell’ultimo appuntamento della seconda edizione di Sardinia tourism “Call2Action”, il ciclo di conferenze tematiche avviato per definire il perimetro della programmazione strategica dell’industria delle vacanze in Sardegna.
I numeri. A disegnare il punto di partenza di una analisi statistica della platea di clienti potenziali che arrivano in Sardegna, molti dei quali con il desiderio di acquistare oggetti di artigianato locale, è stato Antonio Usai, docente della facoltà di Economia del turismo dell’Università di Sassari. Nel 2019 sono stati oltre 12 milioni i passeggeri sbarcati in Sardegna attraverso i tre aeroporti e i principali porti dell’isola, a comincuare da quello dell’Isola Bianca a Olbia. Flussi in prevalenza internazionali, con una crescita di turisti dall’estero vicina al 10%, contro un trend positivo degli italiani ma solo di poco superiore all’1%.
Crescita ventennale. Negli ultimi 20 anni la crescita degli arrivi dei turisti stranieri è stata del +724%, numeri incredibili figli di un trend consolidato. La crescita degli italiani è stata superiore al 50%. Ma qui nasce la prima criticità. Mancano prodotti a vocazione territoriale presenti durante tutto l’anno e capaci di intercettare l’interesse dei turisti. Anche le mostre permanenti e le piccole botteghe artigiane non riescono a comunicare in maniera efficace verso un pubblico che proviene prevalentemente da paesi stranieri. Insomma, un quadro decisamente problematico della situazione.
Olbia. Il numero medio di passeggeri per volo è cresciuto da 74,8 persone nel 2000 a 134,42 persone nel 2019. L’invito implicito che scaturisce dai dati è quello di sfruttare le opportunità che l’aeroporto di Olbia, in primo luogo, crea per il territorio. L’analisi dimostra che l’allungamento della pista dell’aeroporto Costa Smeralda, con i lavori che inizieranno lunedì e termineranno a metà marzo, allargherà il potenziale di arrivi diretti dei turisti fino a gran parte del continente asiatico. Con il passaggio dagli MD 80, aerei che per 20 anni hanno rappresentato il modello più presente in pista, a categorie C, D, E con gli A330 e i B787. Una trasformazione epocale che dovrebbe contribuire a dare una svolta positiva all’industria turistica che altrimenti continuerà a d avere il fiato corto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I numeri. A disegnare il punto di partenza di una analisi statistica della platea di clienti potenziali che arrivano in Sardegna, molti dei quali con il desiderio di acquistare oggetti di artigianato locale, è stato Antonio Usai, docente della facoltà di Economia del turismo dell’Università di Sassari. Nel 2019 sono stati oltre 12 milioni i passeggeri sbarcati in Sardegna attraverso i tre aeroporti e i principali porti dell’isola, a comincuare da quello dell’Isola Bianca a Olbia. Flussi in prevalenza internazionali, con una crescita di turisti dall’estero vicina al 10%, contro un trend positivo degli italiani ma solo di poco superiore all’1%.
Crescita ventennale. Negli ultimi 20 anni la crescita degli arrivi dei turisti stranieri è stata del +724%, numeri incredibili figli di un trend consolidato. La crescita degli italiani è stata superiore al 50%. Ma qui nasce la prima criticità. Mancano prodotti a vocazione territoriale presenti durante tutto l’anno e capaci di intercettare l’interesse dei turisti. Anche le mostre permanenti e le piccole botteghe artigiane non riescono a comunicare in maniera efficace verso un pubblico che proviene prevalentemente da paesi stranieri. Insomma, un quadro decisamente problematico della situazione.
Olbia. Il numero medio di passeggeri per volo è cresciuto da 74,8 persone nel 2000 a 134,42 persone nel 2019. L’invito implicito che scaturisce dai dati è quello di sfruttare le opportunità che l’aeroporto di Olbia, in primo luogo, crea per il territorio. L’analisi dimostra che l’allungamento della pista dell’aeroporto Costa Smeralda, con i lavori che inizieranno lunedì e termineranno a metà marzo, allargherà il potenziale di arrivi diretti dei turisti fino a gran parte del continente asiatico. Con il passaggio dagli MD 80, aerei che per 20 anni hanno rappresentato il modello più presente in pista, a categorie C, D, E con gli A330 e i B787. Una trasformazione epocale che dovrebbe contribuire a dare una svolta positiva all’industria turistica che altrimenti continuerà a d avere il fiato corto.
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