In trappola gli imprenditori dello spaccio
di Roberto Petretto
Notificate quindici misure cautelari a conclusione di un’indagine del commissariato di polizia durata un anno e mezzo
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OLBIA. Sono arrivati poco prima dell’alba, hanno bussato in molte case, intimando a chi stava dentro: «Apra, polizia!». Ieri mattina l’operazione antidroga, diretta dal vicequestore Fabio Scanu del commissariato di Olbia e gestita sul campo dal coordinatore del settore investigativo, Lino Collu, è scattata intorno alle 6. Una settantina gli uomini impiegati per l’atto conclusivo di un’indagine su traffico e spaccio di stupefacenti durata un anno e mezzo, partita dall’arresto di uno spacciatore e poi via via completata sino al blitz di ieri mattina. Quindici in tutto i provvedimenti notificati dalla polizia su disposizione del Gip del Tribunale di Tempio Marco Contu, che ha parzialmente accolto la richiesta del procuratore della Repubblica Gregorio Capasso e dalla sostituta Ilaria Corbelli. Per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il Gip ha disposto invece l’obbligo di dimora nel Comune di residenza per 11 indagati. Due persone sono state raggiunte in carcere dalla notifica della misura cautelare mentre altre due sono al momento irreperibili. Una persona è stata denunciata a piede libero.
Le persone coinvolte sono: Massimiliano Chighini, 43 anni, e Salvatore Andrea Madau, 52 anni, entrambi di Sassari; Emanuele Molinas, 35 anni di Cagliari, gli olbiesi Pietro Rosas di 26 anni, Giovanni Meloni di 21, Marco Meloni di 43, Michael Meloni di 20, Stefano Salis di 56 e Antonio Orlandi di 36; Francesco Meloni, 51 anni di Orosei; Giuseppe Secchi, 44 anni di Tempio; Francesco Fadda, 22 di Carbonia, Ramazan Malo noto “Gianni”, albanese nato a Durazzo, 54enne; Alessio Favia, 29 anni di Alghero; questi ultimi due si trovavano già in carcere. Denunciato a piede libero F.E., 25 anni di Olbia. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonello Desini, Giampaolo Murrighile, Mario Perticarà, Guido Datome
Queste 15 persone sono accusate di aver messo in piede delle organizzazioni per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Non un’organizzazione unica, ma persone che agivano nindipendentemente una dall’altra, a volte magari trovando occasione per collaborare. Tutto è partito da un arresto fatto nel luglio del 2018: la polizia piombò in un appartamento di via Bach adibito a centrale dello spaccio. A quell’arresto ne seguirono altri tre, mentre arrivavano altri riscontri, come in un effetto domino alimentato da appostamenti e intercettazioni.
L’indagine ha portato complessivamente al sequestro di circa 500 gr di eroina, circa 2 kg di marijuana, 50 gr di cocaina e un considerevole numero di dosi cedute ai consumatori. Durante le perquisizioni di ieri durante le perquisizioni sono state rinvenute inoltre 7 cartucce ed una carabina ad aria compressa, tutto illecitamente detenuto, oltre a 10 grammi di marijuana.
All’operazione ha partecipato personale del Commissariato di Olbia, della Squadra mobile di Sassari, dai Commissariati di Porto Cervo e Ozieri, supportati dalle unità cinofile antidroga e del Reparto Prevenzione Crimine di Abbasanta.
Le persone coinvolte sono: Massimiliano Chighini, 43 anni, e Salvatore Andrea Madau, 52 anni, entrambi di Sassari; Emanuele Molinas, 35 anni di Cagliari, gli olbiesi Pietro Rosas di 26 anni, Giovanni Meloni di 21, Marco Meloni di 43, Michael Meloni di 20, Stefano Salis di 56 e Antonio Orlandi di 36; Francesco Meloni, 51 anni di Orosei; Giuseppe Secchi, 44 anni di Tempio; Francesco Fadda, 22 di Carbonia, Ramazan Malo noto “Gianni”, albanese nato a Durazzo, 54enne; Alessio Favia, 29 anni di Alghero; questi ultimi due si trovavano già in carcere. Denunciato a piede libero F.E., 25 anni di Olbia. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonello Desini, Giampaolo Murrighile, Mario Perticarà, Guido Datome
Queste 15 persone sono accusate di aver messo in piede delle organizzazioni per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Non un’organizzazione unica, ma persone che agivano nindipendentemente una dall’altra, a volte magari trovando occasione per collaborare. Tutto è partito da un arresto fatto nel luglio del 2018: la polizia piombò in un appartamento di via Bach adibito a centrale dello spaccio. A quell’arresto ne seguirono altri tre, mentre arrivavano altri riscontri, come in un effetto domino alimentato da appostamenti e intercettazioni.
L’indagine ha portato complessivamente al sequestro di circa 500 gr di eroina, circa 2 kg di marijuana, 50 gr di cocaina e un considerevole numero di dosi cedute ai consumatori. Durante le perquisizioni di ieri durante le perquisizioni sono state rinvenute inoltre 7 cartucce ed una carabina ad aria compressa, tutto illecitamente detenuto, oltre a 10 grammi di marijuana.
All’operazione ha partecipato personale del Commissariato di Olbia, della Squadra mobile di Sassari, dai Commissariati di Porto Cervo e Ozieri, supportati dalle unità cinofile antidroga e del Reparto Prevenzione Crimine di Abbasanta.
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