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Olbia

Il tribunale di Tempio a un passo dal collasso

Il tribunale di Tempio a un passo dal collasso

Trasferito l'unico giudice del lavoro: a rischio le cause degli ex dipendenti Air Italy. 24mila i procedimenti per 6 magistrati in servizio. Da 4 mesi avvocati in sciopero

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TEMPIO. Af]fonda lentamente il tribunale di Tempio, con i magistrati in servizio ormai ridotti all’osso e con gli avvocati che, per protesta, disertano le udienze ormai da quattro mesi. Dallo scorso settembre a oggi una sola “sentenza”, quella impietosa della prima commissione del Consiglio superiore della magistratura: “giustizia da terzo mondo”.

Le cronache raccontano una situazione di crisi ormai insostenibile: in udienza solo rinvii, spesso a lungo termine. Così avviene anche per processi importanti che si celebrano a Sassari (il giudizio d’appello per l’alluvione del 2013), davanti ai familari delle vittime. L’ultima goccia, lo scorso 1° febbraio, è stata il trasferimento dell’unico giudice del lavoro che rischia ora di lasciare il ruolo scoperto. Significa che decine e decine di sentenze per processi già avviati sono destinate a restare chiuse in un cassetto. Tra queste ad esempio, ci sono quelle che riguardano le cause di lavoro intentate dai tanti assistenti di volo licenziati dall’ex Meridiana. Una beffa per i lavoratori che il mese scorso avevano esultato dopo le prime 21 sentenze favorevoli. Per le altre 60 congelate in tribunale si dovranno invece attendere tempi migliori. In altre parole, processi uguali ma paradossalmente le sentenze non sono per tutti.

Il caso dei lavoratori ex Meridiana è la fotografia esatta dello stato di salute dell’amministrazione giudiziaria in Gallura. Il tribunale è quasi alla paralisi e all’orizzonte le nuvole promettono tempesta. L’Ordine degli avvocati di Tempio l’altro ieri ha approvato quasi all’unanimità la decisione di proseguire la protesta, cioè l’astensione a oltranza dalle udienze. «Scelta dolorosa dell’assemblea di fronte a una situazione insostenibile», così l’ha definita il presidente dell’Ordine forense, l’avvocato olbiese Carlo Selis, chiamato a governare la rivolta delle toghe che ogni giorno devono spiegare ai loro clienti perché il tribunale non funziona.

I numeri della “giustizia che non c’è”, più volte denunciati dal presidente del tribunale Giuseppe Magliulo e dallo stesso Ordine degli avvocati, sono evidenti a tutti: 24 mila procedimenti civili e penali pendenti per soli 6 magistrati oggi assegnati al tribunale su una pianta organica sottodimensionata di 11 giudici. Per ciascuno dei 6 magistrati il carico di lavoro è di oltre 4 mila fascicoli. Numeri alla mano, i procedimenti pendenti a Tempio sono oltre il doppio di quelli del tribunale di Nuoro e oltre il triplo di quelli di Oristano. Nonostante questi dati evidenti, il tribunale di Tempio ha una pianta organica di soli 11 giudici, nettamente inferiore ai 15 di Nuoro e ai 17 di Oristano. Adesso il ministero della Giustizia sta procedendo all’adeguamento, è un passaggio importante ma non basta perché i nuovi magistrati servono subito per far fronte all’emergenza.

Inoltre, tra le tante storture della giustizia in Gallura, c’è anche quella del tribunale di Tempio che viene classificato come “ufficio di piccole dimensioni” al quale vengono destinati principalmente magistrati di prima nomina. Cosa che determina un avvicendamento frequente e cicliche scoperture di organico. Per non parlare dei magistrati in applicazione, cioè di ruolo in altre sedi e inviati “in soccorso” a Tempio. Tutte figure che sicuramente offrono un grande contributo per scongiurare il peggio, ma che non possono certo rappresentare la base su cui costruire stabilità ed efficienza nell’amministrazione giudiziaria.<CF2>(m.b.)

 

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