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Olbia

Per 2 indagati cade l’obbligo di dimora

Per 2 indagati cade l’obbligo di dimora

Traffico di stupefacenti, primi provvedimenti del giudice dopo il blitz della polizia

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OLBIA. Si alleggerisce la posizione di due degli indagati coinvolti nell’operazione di polizia che la scorsa settimana si è conclusa con 15 misure cautelari per altrettante persone. Il gip del tribunale di Tempio per Stefano Salis (56 anni di Olbia) e Andrea Madau (52 anni di Sassari), entrambi difesi dall’avvocato Mario Perticarà, ha revocato l’obbligo di dimora nel Comune di residenza con misure cautelari più blande. Per tutti e 15 gli indagati, il gip del tribunale aveva parzialmente accolto la richiesta del procuratore Gregorio Capasso e dalla sostituta Ilaria Corbelli. Per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il gip aveva disposto invece l’obbligo di dimora nel Comune di residenza per 11 indagati. Due persone sono state raggiunte in carcere dalla notifica della misura cautelare mentre altre due sono al momento irreperibili. Una persona è stata denunciata a piede libero. Tutti sono accusati di aver messo in piede delle organizzazioni per il traffico e lo spaccio di stupefacenti. Non un’organizzazione unica, ma persone che agivano indipendentemente una dall’altra, a volte trovando occasione per collaborare. Tutto è partito da un arresto fatto nel luglio del 2018 quando la polizia piombò in un appartamento di via Bach adibito a centrale dello spaccio.

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