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Olbia

25enne di Olbia morto nell'incidente a Suiles, il padre: «Tre anni senza processo»

Marco Bittau
25enne di Olbia morto nell'incidente a Suiles, il padre: «Tre anni senza processo»

La rabbia del genitore: in tribunale neppure un’udienza. La sua Fiesta era stata centrata da un’altra auto sulla strada per Golfo Aranci

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OLBIA. Non si da pace Nicolò Valente, che da quasi tre anni aspetta che finalmente in tribunale a Tempio si apra il processo che dovrà accertare le responsabilità dell’incidente stradale dove aveva perso la vita il figlio Ivan, appena 25enne. Tanta rabbia che inevitabilmente riporta alla mente lo stato di semi paralisi in cui si trova il tribunale di Tempio dove ormai non si celebrano quasi più processi.

«Da cittadino italiano e da padre mi sento indignato, perché sono ormai passati quasi tre anni da quel tragico giorno, e ancora oggi non si è svolta neppure la prima udienza del processo – dice Nicolò Valente – Come stabilito dal perito della Procura, a causare l’incidente sarebbe stata un’automobile chwe, viaggiando ad alta velocità, avrebbe travolto il giovane. La cosa vergognosa è che sono passati quasi tre anni dall’incidente e non si è ancora svolta la prima udienza del processo. Errori nelle notifiche e anche l’astensione per protesta degli avvocati dalle udienze hanno costretto a rinviare il processo gia ben 3 tre volte». «Tutto questo – aggiunge il padre di Ivan Valente – mentre il conducente dell’auto che ha travolto mio figlio sin dal primo giorno ha continuato la sua vita tranquillamente, con la sua nuova macchina. Sì perché nessuno ha mai ritirato la petente a chi ha causato un incidente stradale risultato mortale. Mi batterò affinché non succeda più che ragazzi di 25 anni perdano la vita e che la legge non venga fatta rispettare».

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L’incidente che era costato la vita a Ivan Valente risale all’8 settembre 2017. Come tutti i giorni, il giovane agente immobiliare stava andando con la sua Ford Fiesta a lavoro percorrendo la strada da Suiles verso Olbia, per andare a lavorare. All’altezza di un incrocio la sua auto era stata improvvisamente centrata sulla fiancata sinistra da un’altra macchina, una C-Max. L’urto era stato violentissimo e Ivan Valente era morto sul colpo. Alla guida dell’altra macchina c’era Paul Capelli, 36 anni, residente a Porto San Paolo, rimasto lievemente ferito. Il giovane era risultato negativo agli esami tossicologici, ma da quel momento è stato indagato per omicidio colposo. I rilievi erano stati eseguiti dalla polizia stradale, sul posto anche i vigili del fuoco e le ambulanze del 118.

Per la famiglia Valente, originaria di Bari, era stata l’ennesima croce sull’asfalto. Nel 2006, infatti, sulla strada a quattro corsie per San Teodoro, era morta la cugina di Ivan, Emilia Canu.

Il giovane agente immobiliare era molto conosciuto a Olbia e in Gallura. L’11 settembre 2017, ai funerali nella chiesa di San Michele Arcangelo, tantissime persone (familiari, parenti e amici) avevano assistito all’omelia del parroco don Theron Casula. «Quello che è successo – erano state le sue parole – non è solo causa dell’imprudenza umana: chi ha responsabilità su quella strada provveda, affinché non ci siano altre morti. Non possiamo lavarcene le mani come Ponzio Pilato, dobbiamo renderla sicura. Ivan ce lo chiede».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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