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La Rete enoturistica regionale ora è una realtà

La Rete enoturistica regionale ora è una realtà

Venerdì l’assemblea al Meoc di Aggius per ricordare Andrea Altea, anche lui imprenditore vitivinicolo

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AGGIUS. La Rete enoturistica regionale è ormai una realtà consolidata, grazie a un progetto solido e a un patrimonio di centinaia di imprese attive in tutta la Sardegna. Tra gli imprenditori impegnati nel progetto, coordinato dall’agenzia regionale Laore, c’era anche Andrea Altea, assessore comunale di Aggius, morto un mese fa in un incidente di caccia nelle campagne del paese. Proprio per ricordare l’imprenditore scomparso, la prossima assemblea della Rete enoturistica regionale si svolgerà proprio ad Aggius venerdì 14 febbraio, alle 11 nella sala riunioni del museo etnografico Meoc, in via Monti di Lizu. Una prova di grande sensibilità per gli imprenditori dell’enoturismo in Sardegna, che hanno trovato anche pieno appoggio da parte dell’amministrazione comunale di Aggius che ha messo a disposizione lo spazio necessario per l’assemblea.

L’appuntamento di venerdì in Gallura è di fondamentale importanza per la Rete enoturistica regionale che attraverso l’agenzia Laore ha già presentato carte e progetti all’assessorato al Turismo. Un filo diretto che si è concretizzato nel convegno regionale svolto a Elmas lo scorso dicembre e che adesso deve compiere passi avanti per affrontare alcune criticità che erano emerse proprio in occasione di quel convegno. Infatti, all’ordine del giorno dell’assemblea di Aggius c’è la costituzione della Rete con una forma associativa fra imprese. Si tratta, in pratica, di dare una veste giuridica ideale per accedere a finanziamenti offerti dagli strumenti di programmazione regionale, che altrimenti sarebbero irraggiungibili. C’è poi da affrontare il tema delicato dei necessari adeguamenti aziendali per rendere idonee le strutture rispetto alle leggi in vigore e rispetto anche alla domanda turistica. Infine, si discuterà del miglioramento delle competenze degli operatori, ovvero la necessità di colmare con specifiche attività formative quel gap di professionalità in materia di servizi destinati all’accoglienza turistica. Insomma, la Rete enoturistica regionale sta prendendo forma e coscienza, vuole colmare le lacune che in Sardegna penalizzano pesantemente le imprese di un settore emergente e di grande prospettiva come l’enoturismo dove tra le carte vincenti ci sono la modernità delle aziende, la professionalità degli operatori e la qualità dei servizi.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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