Pensionati Cisl, si riunisce il consiglio generale
Domani al Blu marine il segretario nazionale Piero Ragazzini e il segretario confederale Ignazio Ganga
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OLBIA. L’aggiornamento sulla trattativa in corso tra sindacati e governo sulle pensioni sarà al centro del dibattito del consiglio generale della Fnp-Cisl Sardegna in programma domani al Blu marine. Gli oltre 100 delegati provenienti da tutta l’isola avranno testimonianze di prima mano per la presenza agli incontri tecnici al tavolo ministeriale di Piero Ragazzini (nuovo numero uno dei pensionati italiani Cisl) unitamente al segretario confederale Ignazio Ganga, fino a due anni fa responsabile della Cisl sarda. I lavori del consiglio generale inizieranno alle 9.30 con le relazioni di Alberto Farina, segretario g Pensionati Cisl Sardegna, e di Gavino Carta, segretario della Cisl regionale. «Nel corso dell’ultimo incontro venerdì scorso, abbiamo ribadito la necessità di recuperare la fiducia dei cittadini lavoratori e pensionati, ripristinando un sistema di regole coerenti e più eque del sistema previdenziale», ha detto il sindacalista sardo. Il pianeta pensioni in Sardegna comprende quasi un terzo della popolazione: 421.590, di cui 319.256 nella gestione privata e 102.334 pensioni pubbliche. Ma con i lavoratori parasubordinati, coloni, mezzadri e artigiani gli assicurati Inps raggiungono quota 530.015. Nel settore privato l’età media di decorrenza della pensione per le lavoratrici è stata nel 2018 di 65 anni e 6 mesi, per le autonome addirittura di 67 anni e 2 mesi. L’età media per gli uomini del settore privato 66 anni e 4 mesi, per i lavoratori autonomi 66 e 8 mesi. Nella gestione pubblica la pensione inizia per le donne a 66 anni e 6 mesi, a 66 anni e due mesi per gli uomini. L’Inps governa nell’isola prestazioni per 4,9 miliardi con entrate stimato in 1,9 miliardi. L’importo medio mensile lordo delle pensioni di vecchiaia liquidate in Sardegna agli uomini è pari a 1.108 euro,che diventano 607 euro per le donne. Questo spiega perché l’indice di povertà relativa nella nostra regione, che viaggia intorno al 18%, coinvolge molti over 65. «Negli ultimi anni si è guardato solo alla sostenibilità economica del sistema previdenziale – dice Piero Ragazzini – dimenticando la sostenibilità sociale e sulle pensioni si è fatta una eccezionale operazione di cassa. I primi a farne le spese sono stati i pensionati considerati, da governi di ogni colore, un contenitore da cui attingere risorse in caso di bisogno. Nel corso del tempo sono intervenuti innumerevoli provvedimenti che hanno limitato la corretta rivalutazione delle pensioni e questa cattiva abitudine ha fatto perdere in 20 anni il 30% del potere di acquisto. -(m.g.)
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