Balneari, dalla Cassazione altro no alla proroga
I giudici confermano l’obbligo di gara per le concessioni, principio su cui si fonda il diniego del Comune
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OLBIA. Nessun commento ufficiale dal palazzo di Corso Umberto. Ma l’ultima sentenza della Corte di Cassazione rafforza la posizione del Comune sul no al rinnovo delle concessioni balneari per 15 anni. I giudici al vertice della giurisdizione ordinaria confermano la tesi della Procura di Genova che a luglio dello scorso anno aveva disposto il sequestro dei Bagni Liggia, a Quarto, sostenendo l’illegittimità della proroga senza gara. Ed è questo uno dei provvedimenti su cui si basa la certezza granitica del sindaco Settimo Nizzi e del dirigente Davide Molinari nel negare il rinnovo fino al 2034 delle attività del sole. La scorsa estate i militari della Capitaneria di porto avevano messo sotto sequestro lo stabilimento balneare ligure ritenendo che la concessione, scaduta nel 2009, non avesse diritto di essere rinnovata. Perché contro la direttiva europea Bolkestein che impone che si vada a gara. Lo stesso portale su stabilimenti balneari, spiagge e turismo “Mondo balneare”, non sottovaluta la portata della sentenza della Cassazione e commenta così il provvedimento. «Un duro colpo per un caso che, oltre a decretare la morte di una storica attività imprenditoriale, interessa i titolari di tutti gli stabilimenti balneari italiani per le sue ripercussioni legali».
Un nuovo tassello che si inserisce nella polemica sulla legittimità della proroga delle concessioni. Decisa dal Governo alla fine del 2018 è stata recepita dalla Regione a inizio anno. Ma la posizione così sicura dell’amministrazione olbiese ha indotto a una riflessione i comuni dirimpettai. Il sindaco Nizzi insieme al dirigente Molinari hanno riassunto le motivazioni alla base dei dinieghi. La direttiva Bolkestein è norma europea, sovraordinata rispetto a quella nazionale e regionale e va applicata. Ragioni che hanno seminato dubbi. Se però alla Maddalena e a Golfo Aranci i dirigenti hanno deciso di dare seguito al rinnovo, prendono tempo quelli di Arzachena e Loiri. Che scelgono un supplemento di analisi prima di autografare i rinnovi dei quali rispondono in prima persona.
Le associazioni dei balneari hanno una posizione diversa. Sostengono la legittimità della proroga e difendono gli interessi delle famiglie che da anni gestiscono le concessioni. Insieme a loro si è schierato il consigliere comunale di minoranza Davide Bacciu che ha presentato una mozione per impegnare il Consiglio comunale a sostenere l’estensione delle attività sui granelli per altri 15 anni. (se.lu.)
Un nuovo tassello che si inserisce nella polemica sulla legittimità della proroga delle concessioni. Decisa dal Governo alla fine del 2018 è stata recepita dalla Regione a inizio anno. Ma la posizione così sicura dell’amministrazione olbiese ha indotto a una riflessione i comuni dirimpettai. Il sindaco Nizzi insieme al dirigente Molinari hanno riassunto le motivazioni alla base dei dinieghi. La direttiva Bolkestein è norma europea, sovraordinata rispetto a quella nazionale e regionale e va applicata. Ragioni che hanno seminato dubbi. Se però alla Maddalena e a Golfo Aranci i dirigenti hanno deciso di dare seguito al rinnovo, prendono tempo quelli di Arzachena e Loiri. Che scelgono un supplemento di analisi prima di autografare i rinnovi dei quali rispondono in prima persona.
Le associazioni dei balneari hanno una posizione diversa. Sostengono la legittimità della proroga e difendono gli interessi delle famiglie che da anni gestiscono le concessioni. Insieme a loro si è schierato il consigliere comunale di minoranza Davide Bacciu che ha presentato una mozione per impegnare il Consiglio comunale a sostenere l’estensione delle attività sui granelli per altri 15 anni. (se.lu.)
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