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Olbia

Alunni-vandali in classe: lanciano banchi e sedie

Alunni-vandali in classe: lanciano banchi e sedie

È avvenuto in un’aula del tecnico Deffenu: in un video le scene di teppismo La dirigente scolastica: «Farò subito chiarezza e nessuno la passerà liscia»

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OLBIA. C’è un video. Che per il momento non sta ancora circolando. Ma che probabilmente verrà presto consegnato ai carabinieri.

Si vede l’interno di una classe del Tecnico Deffenu, un gruppo di alunni, nessun professore. Una serie di sequenze, rapide, un paio di minuti in tutto, che contengono gravi atti di vandalismo. Si vede un alunno che lancia per terra dei registri, da lontano, mentre un compagno si sposta per evitare di essere colpito. Poi un altro alunno prende una sedia e la scaraventa da un lato all’altro dell’aula. Un rumore fortissimo, che quasi copre le risate di alcuni compagni che assistono allo “show”. Ma non arriva nessuno. E quindi si va avanti, come se nulla fosse.

I volti dei ragazzi vengono volutamente oscurati, ma tutto il resto (abbigliamento compreso) è ben visibile. E questo, sicuramente, sarà un elemento che aiuterà a identificare i responsabili.

La situazione degenera ulteriormente. Perché lo stesso studente che aveva lanciato la sedia, tira su anche un banco e lo fa volare da un lato all’altro della classe. Sul pavimento rimasto danneggiato, in due cercano poi di staccare invano le gambe del banco. Non ci riescono.

Il filmato potrebbe essere stato realizzato da qualcuno che ha assistito (forse dall’esterno) a ciò che stava succedendo nella classe. Ma che non ha parlato per paura.

Per ora si sa solo con certezza che gli atti di vandalismo sono avvenuti in un’aula del Deffenu, forse poco dopo le 13. Non si sa in quale giorno. La dirigente scolastica Salvatorica Scuderi, che era all’oscuro di tutto, è una delle poche ad aver visto il video, nella serata di ieri. E già da questa mattina, appena capirà con sicurezza di quale classe si tratta, interverrà in modo duro. «Verranno puniti tutti. Ci sono sicuramente responsabilità diverse, ma nessuno la passerà liscia. A partire da chi ha lanciato banchi e sedie, per arrivare a chi ha assistito agli atti vandalici senza dire niente e a chi si è messo a ridere. Non solo. Una volta che capirò perché i ragazzi fossero soli, risalirò anche a chi, tra gli adulti, non ha vigilato come avrebbe dovuto. No, non finirà così. Non mi muoverò alla cieca e ricostruirò ogni momento di ciò che è accaduto in quella classe. E quando verrà fatta completa chiarezza - chiude la dirigente scolastica -, deciderò che cosa fare. Ne risponderanno sia gli studenti che gli adulti. E’ inaccettabile che all’interno della scuola si possano verificare fatti di questa gravità. Gli atti di vandalismo sono anche penalmente perseguibili e non escludo di muovermi in questa direzione chiedendo l’intervento del tribunale dei minori». (s.p.)

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