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Olbia

Bacciu: «Nessuna sentenza contro la proroga»

Bacciu: «Nessuna sentenza contro la proroga»

Il consigliere di minoranza sulle concessioni balneari: «Il no del sindaco non è dettato dalla legge»

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OLBIA. Attende la discussione della mozione di cui è unico firmatario nel prossimo Consiglio utile, come prevede il regolamento. E in quella occasione, in cui si aprirà la discussione sulla decisione dell’amministrazione di negare la proroga delle concessioni balneari per 15 anni, ribadirà la sua posizione a favore. Il consigliere di opposizione, Davide Bacciu, aggiungerà anche le sue considerazioni sulla sentenza della Cassazione sui Bagni Liggia, in Liguria, considerata dal Comune pilastro del no all’estensione. «Come la prima sentenza, anche la seconda fa riferimento a un caso che nulla ha a che vedere con la legge nazionale di proroga, recepita tra l’altro da quasi tutte le regioni italiane – afferma Bacciu –. Un caso specifico di natura penale, partito da alcuni abusi realizzati su una concessione che dal 2009 non era mai stata prorogata. Della recente sentenza invece, non ci sono ancora le motivazioni, ma il caso è lo stesso. La verità è che a oggi non c’è alcuna sentenza, e sfido chiunque a portarla in Consiglio, che dica che la legge dello Stato non va applicata, è anticostituzionale e contro il diritto europeo. E il motivo è semplice: quella è la norma da cui deve partire il riordino generale della materia. Le cui linee guida saranno contenute nel Decreto del presidente dei consiglio dei ministri, che doveva essere emesso ad aprile 2019 ed è atteso nelle prossime settimane. Disciplinerà la materia partendo dalla mappatura delle concessioni in tutta Italia e stabilirà i requisiti dei bandi. Che si debba andare a gara è un dato di fatto. Ma servono linee guida uguali per tutti. Ogni comune non può farsi le sue». Bacciu invita il sindaco Nizzi a dire chiaramente che il suo no alla proroga delle concessioni è una posizione puramente personale e politica. «Si può poi discutere che 15 anni siano pochi o troppi – conclude –. Ma non si capisce questo no di Nizzi e del dirigente senza se e senza ma. Molto più apprezzabile la posizione attendista di alcuni comuni che hanno scelto di aspettare il Dpcm. Altri invece, Alghero ultimo caso, e non credo siano pazzi fuorilegge, hanno dato seguito alla legge nazionale recepita dalla Regione, prorogando le concessioni». (se.lu.)



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