Informazione e fake news il pericolo corre sul web
di Paolo Ardovino
Gli studenti superiori protagonisti del dibattito organizzato dal Lions club In prima fila l’istituto Panedda, l’Ordine degli avvocati e La Nuova Sardegna
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Dalla guerra dei mondi di Orson Welles agli allarmismi da coronavirus, passando per i coccodrilli delle fogne di New York e il finto Matteo Renzi di Striscia la notizia. Tema comune: le fake news. Ieri mattina, nell’auditorium del museo archeologico, davanti agli studenti di tutti gli istituti superiori cittadini sono stati analizzati ai raggi x i «danni della cattiva informazione», come dal titolo della tavola rotonda organizzata dal Lions club Olbia, che per voce del presidente, Paolo Manca, ha confermato ancora una volta il suo impegno in prima linea sul fronte dell’impegno sociale, «con particolare riguardo e attenzione ai giovani».
Per combattere il fenomeno insidioso delle “bufale” hanno risposto all'appello dei Lions sono intervenuti l’Ordine degli avvocati di Tempio, l’istituto Panedda e la Nuova Sardegna. Pubblico d’eccezione, i tanti alunni di tutti gli istituti superiori cittadini. «I primi responsabili sono i giornalisti», ha esordito Marco Bittau, giornalista della Nuova Sardegna, dopo i saluti del sindaco Settimo Nizzi e dell’assessora comunale Sabrina Serra. Ma la prima differenza va fatta: «Un conto è il semplice errore, il refuso, altra cosa le fake news generate volontariamente».
Si torna a ritroso nel tempo sino agli anni ’30, alla bufala radiofonica di Orson Welles in cui si giocava su un ovviamente inesistente sbarco extraterrestre in America. Di strada se n’è fatta, e quella attuale sembra essere proprio l’epoca segnata dalle false notizie. Create ad arte, diffuse in maniera capillare non più solo su tv, giornali e radio ma sui vasti canali di internet. È entrato nel tecnico l’intervento di Silvia Orrù, laureatasi in giurisprudenza proprio con una tesi sul diritto di cronaca e i limiti penali. Ha parlato di libertà di informazione, di deontologia e leggi alle quali è legato il flusso di notizie quotidiano, ma anche di bufale cult sino a quella che potrebbe diventare la tipologia più diffusa, la “deep fake”. Carlo Selis, presidente dell’Ordine degli avvocati di Tempio, ha sottolineato le conseguenze dal punto di vista legislativo di false notizie, portando a esempi numerosi casi nazionali. La docente del Panedda Anna Grazia Russu ha ricordato gli altri incontri tenuti sul tema e l'importanza di svolgere un'azione di sensibilizzazione tra i banchi di scuola. «Studiate! Studiate! Studiate!» il monito gramsciano lanciato dal dirigente scolastico Gianni Mutzu sottolineando come la conoscenza sia l’antidoto contro ogni forma di disinformazione. Se è vero, come ha fattto notare Selis, che «I giovani in realtà conoscono il tema delle fake news meglio di noi, ne hanno a che fare ogni giorno sul web», allora l’unica soluzione è imparare a riconoscere l’attendibilità di una testata, saper leggere con senso critico, non farsi fagocitare dalle ondate di «notizie sensazionali».
Per combattere il fenomeno insidioso delle “bufale” hanno risposto all'appello dei Lions sono intervenuti l’Ordine degli avvocati di Tempio, l’istituto Panedda e la Nuova Sardegna. Pubblico d’eccezione, i tanti alunni di tutti gli istituti superiori cittadini. «I primi responsabili sono i giornalisti», ha esordito Marco Bittau, giornalista della Nuova Sardegna, dopo i saluti del sindaco Settimo Nizzi e dell’assessora comunale Sabrina Serra. Ma la prima differenza va fatta: «Un conto è il semplice errore, il refuso, altra cosa le fake news generate volontariamente».
Si torna a ritroso nel tempo sino agli anni ’30, alla bufala radiofonica di Orson Welles in cui si giocava su un ovviamente inesistente sbarco extraterrestre in America. Di strada se n’è fatta, e quella attuale sembra essere proprio l’epoca segnata dalle false notizie. Create ad arte, diffuse in maniera capillare non più solo su tv, giornali e radio ma sui vasti canali di internet. È entrato nel tecnico l’intervento di Silvia Orrù, laureatasi in giurisprudenza proprio con una tesi sul diritto di cronaca e i limiti penali. Ha parlato di libertà di informazione, di deontologia e leggi alle quali è legato il flusso di notizie quotidiano, ma anche di bufale cult sino a quella che potrebbe diventare la tipologia più diffusa, la “deep fake”. Carlo Selis, presidente dell’Ordine degli avvocati di Tempio, ha sottolineato le conseguenze dal punto di vista legislativo di false notizie, portando a esempi numerosi casi nazionali. La docente del Panedda Anna Grazia Russu ha ricordato gli altri incontri tenuti sul tema e l'importanza di svolgere un'azione di sensibilizzazione tra i banchi di scuola. «Studiate! Studiate! Studiate!» il monito gramsciano lanciato dal dirigente scolastico Gianni Mutzu sottolineando come la conoscenza sia l’antidoto contro ogni forma di disinformazione. Se è vero, come ha fattto notare Selis, che «I giovani in realtà conoscono il tema delle fake news meglio di noi, ne hanno a che fare ogni giorno sul web», allora l’unica soluzione è imparare a riconoscere l’attendibilità di una testata, saper leggere con senso critico, non farsi fagocitare dalle ondate di «notizie sensazionali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
