Ricorso al Tar per poter parlare in Consiglio
Palau, la minoranza non riceve la convocazione dell’assemblea sul porto e si rivolge al giudice
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PALAU. È finito a carte bollate il mancato avviso alla minoranza del Consiglio comunale del 27 agosto 2019. La capogruppo di Obiettivo Palau, Paola Pischedda, assistita dall’avvocato Pietro Corda, aveva presentato ricorso al Tar contro il Comune chiedendo la sospensione degli atti impugnati e l’annullamento della seduta, comprese le delibere, approvate comunque a maggioranza: il regolamento del porto turistico e una variazione al bilancio di previsione. Al centro della controversia le modalità di invio della convocazione di Consiglio tramite un indirizzo Pec “non notificato”. Al Tar l'avvocato Alberto Onorato, legale del Comune, aveva chiesto un rinvio dell'udienza per riconvocare il Consiglio e adottare nuovamente le delibere, il 17 dicembre 2019 per la variazione di bilancio, il 27 gennaio 2020 per le modifiche al regolamento del porto turistico. Arrivati regolarmente gli avvisi alla minoranza, i consiglieri di opposizione hanno partecipato alle due sedute, cancellando di fatto il motivo del contendere. La causa quindi è stata dichiarata improcedibile con sentenza del Tar, per sopravvenuta carenza di interesse. Tuttavia, compensando le spese di giudizio tra le parti, i giudici hanno disposto il rimborso da parte del Comune di 650 euro alla Pischedda. «L’assenza della minoranza a quell’importante seduta consiliare non poteva passare sotto silenzio – commenta Pischedda–. Il porto turistico è un motore dell’economia palaese, è nostro compito vigilare su ogni modifica al regolamento ed esprimere le nostre osservazioni, anche se poi la nostra voce è rimasta inascoltata. Tant’è che nel bilancio di dicembre non c’è alcun impegno di spesa per l’acquisto delle colonnine elettriche, per rilevare gli effettivi consumi idrici ed elettrici».Conti alla mano, la minoranza dichiara che il Comune nel 2018 ha sostenuto in tutto 70mila euro di spese per i consumi elettrici e idrici. «I posti barca disponibili sono 471 – conclude –. In alcuni pontili non si può utilizzare né luce, né acqua. Basta fare una media matematica per rendersi conto che il 5% indicato dalla giunta è una percentuale annuale errata da applicare a ogni titolare di posto barca». (w.b.)
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