Già completato il 30% dei lavori
di Giandomenico Mele
Per rispettare la data di riapertura 200 uomini si alternano su due turni di 10 ore, dalle 7 alle 3
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OLBIA. L’aeroporto di Olbia resta in pista. Nel paradosso di luogo dove si consuma la chiusura di Air Italy, ma che esplora nuove opportunità. Pronto a coglierle. I lavori sulla pista, quelli che apriranno l’aeroporto Costa Smeralda di Olbia verso il mondo, proseguono a ritmi sostenuti. Una tabella di marcia rigidissima, che deve rispettare la data di apertura del 14 marzo, il giorno in cui gli aerei ricominceranno a decollare dallo scalo olbiese.
Duecento operai. Allungamento e riqualificazione della pista del Costa Smeralda sono opere epocali, con un impiego di uomini e mezzi che ne rispetta le premesse. Attualmente operano nel cantiere circa 200 uomini, i quali si alternano su due turni di lavoro da 10 ore, per complessive 20 ore giornaliere (dalle 7 alle 3 del mattino del giorno dopo). Le quattro ore rimanenti vengono utilizzate per effettuare la manutenzione e i check giornalieri sugli impianti e macchinari impiegati nel cantiere. Sono stati realizzati circa il 30% dei lavori di ricostruzione della pista (che interessa i 40 giorni di sospensione attività), nel pieno rispetto del programma dei lavori.
Caratteristiche della pista. Le lavorazioni che vengono effettuate in questi giorni riguardano la ricostruzione dell’attuale pista nel rispetto della normativa europea di settore, secondo le direttive dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea. «Attraverso questo importante intervento verrà estesa la vita utile della pista e raddoppiata la capacità portante, al fine di poter accogliere, in termini di portanza, qualsiasi aeromobile commerciale attualmente sul mercato – spiega Silvio Pes, ingegnere e responsabile progettazione per Geasar -. Tecnicamente, al termine dei lavori, sarà possibile incrementare la categoria dell’aeroporto dalla classe D alla categoria E». La differenza non è di una sola lettera: perché il passaggio dagli aeromobili con apertura alare di 52 metri (ad esempio Boeing 757 e 767) a quelli con apertura alare fino a 65 metri (ad esempio Airbus 330 e 340, Boeing 747, 777 e 787) consente di esplorare nuovi mercati ed accogliere passeggeri da altre parti del mondo. Verrà inoltre realizzato un nuovo sistema di raccolta, trattamento e allontanamento delle acque meteoriche, fondamentale per garantire la regolarità di funzionamento e durata dell’opera, soprattutto in una zona alluvionale come Olbia. Durante la ricostruzione della pista saranno riconvertiti gli impianti visivi di assistenza al volo in tecnologia led, con un incremento della visibilità e una sensibile riduzione dei consumi.
Lunghezza. La pista dello scalo, attualmente di 2.445 metri, sarà allungata di 300 metri. I lavori per l’allungamento e la riqualificazione della pista, che costeranno complessivamente 36 milioni di euro e sono eseguiti dalla Pavimental (Gruppo Atlantia), permetteranno alla Geasar, società di gestione dello scalo, di esplorare, quindi, nuovi mercati mondiali. Il Costa Smeralda potrà accogliere i Boeing 737, 787 e 777 e gli Airbus 319, 320 e 330. Questi aerei allargheranno il range operativo dello scalo di Olbia, da una distanza di 2700 a oltre 3 mila miglia nautiche. Finora i mercati potenziali si estendevano dalla Scandinavia a Mosca. Ora l’aeroporto potrà essere collegato direttamente con Los Angeles, Cina e Singapore.
Elisoccorso. L’unico servizio che verrà garantito durante il periodo di chiusura della pista sarà quello di elisoccorso. I voli partiranno dal piazzale degli aeromobili davanti al terminal passeggeri. Dopo la prima parte dei lavori sulla pista, ne seguiranno altri che non avranno ripercussioni sul traffico e sulla conclusione di tutto l’iter per la riqualificazione delle infrastrutture di volo, porteranno la durata dei lavori a 336 giorni complessivi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Duecento operai. Allungamento e riqualificazione della pista del Costa Smeralda sono opere epocali, con un impiego di uomini e mezzi che ne rispetta le premesse. Attualmente operano nel cantiere circa 200 uomini, i quali si alternano su due turni di lavoro da 10 ore, per complessive 20 ore giornaliere (dalle 7 alle 3 del mattino del giorno dopo). Le quattro ore rimanenti vengono utilizzate per effettuare la manutenzione e i check giornalieri sugli impianti e macchinari impiegati nel cantiere. Sono stati realizzati circa il 30% dei lavori di ricostruzione della pista (che interessa i 40 giorni di sospensione attività), nel pieno rispetto del programma dei lavori.
Caratteristiche della pista. Le lavorazioni che vengono effettuate in questi giorni riguardano la ricostruzione dell’attuale pista nel rispetto della normativa europea di settore, secondo le direttive dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea. «Attraverso questo importante intervento verrà estesa la vita utile della pista e raddoppiata la capacità portante, al fine di poter accogliere, in termini di portanza, qualsiasi aeromobile commerciale attualmente sul mercato – spiega Silvio Pes, ingegnere e responsabile progettazione per Geasar -. Tecnicamente, al termine dei lavori, sarà possibile incrementare la categoria dell’aeroporto dalla classe D alla categoria E». La differenza non è di una sola lettera: perché il passaggio dagli aeromobili con apertura alare di 52 metri (ad esempio Boeing 757 e 767) a quelli con apertura alare fino a 65 metri (ad esempio Airbus 330 e 340, Boeing 747, 777 e 787) consente di esplorare nuovi mercati ed accogliere passeggeri da altre parti del mondo. Verrà inoltre realizzato un nuovo sistema di raccolta, trattamento e allontanamento delle acque meteoriche, fondamentale per garantire la regolarità di funzionamento e durata dell’opera, soprattutto in una zona alluvionale come Olbia. Durante la ricostruzione della pista saranno riconvertiti gli impianti visivi di assistenza al volo in tecnologia led, con un incremento della visibilità e una sensibile riduzione dei consumi.
Lunghezza. La pista dello scalo, attualmente di 2.445 metri, sarà allungata di 300 metri. I lavori per l’allungamento e la riqualificazione della pista, che costeranno complessivamente 36 milioni di euro e sono eseguiti dalla Pavimental (Gruppo Atlantia), permetteranno alla Geasar, società di gestione dello scalo, di esplorare, quindi, nuovi mercati mondiali. Il Costa Smeralda potrà accogliere i Boeing 737, 787 e 777 e gli Airbus 319, 320 e 330. Questi aerei allargheranno il range operativo dello scalo di Olbia, da una distanza di 2700 a oltre 3 mila miglia nautiche. Finora i mercati potenziali si estendevano dalla Scandinavia a Mosca. Ora l’aeroporto potrà essere collegato direttamente con Los Angeles, Cina e Singapore.
Elisoccorso. L’unico servizio che verrà garantito durante il periodo di chiusura della pista sarà quello di elisoccorso. I voli partiranno dal piazzale degli aeromobili davanti al terminal passeggeri. Dopo la prima parte dei lavori sulla pista, ne seguiranno altri che non avranno ripercussioni sul traffico e sulla conclusione di tutto l’iter per la riqualificazione delle infrastrutture di volo, porteranno la durata dei lavori a 336 giorni complessivi.
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