Rientrati dopo sette giorni i sardi bloccati in Corsica
Passeggeri e imprenditori si sono imbarcati sulla Porto Vecchio-Porto Torres
SANTA TERESA. Il “confino” in Corsica è terminato. Passeggeri e autotrasportatori, dopo giorni prigionieri tra Bonifacio, Porto Vecchio e Propriano, si sono imbarcati sulla nave Corsica Ferries che da Ajaccio li ha riportati in Sardegna, a Porto Torres. Una disavventura che non cancella i disagi e le prospettive. A causare tutto l’avaria della nave della Moby Giraglia dopo l’urto sugli scogli all’uscita del porto teresino.
«La sospensione del collegamento di linea Santa Teresa-Bonifacio da dieci giorni sta causando disagi a passeggeri, autotrasportatori e artigiani. «Il disservizio della Moby è notevole – dice il portavoce degli autotrasportatori, Gavino Peigottu –, si riflette sulle attività di molte aziende sarde e corse. Con la Giraglia fuori uso dal 6 febbraio la compagnia ha annunciato per mercoledì (domani ndr) prossimo l’arrivo del Bastia e quindi il ripristino della Santa Teresa-Bonifacio. Alla fine sarà un’interruzione di 13 giorni per i camionisti con mezzi inferiori ai 3,6 metri di altezza: il Bastia non può imbarcare quelli più alti. Per tutti gli altri quindi l’odissea si concluderà a metà aprile, cioè quando la Moby utilizzerà di nuovo la Giraglia. E, soprattutto, scadranno i 5 mesi del servizio pubblico (da novembre a fine marzo), che doveva garantire la continuità territoriale grazie all’appalto triennale stipulato tra Regione e Moby. Soldi pubblici destinati a sostenere l’economia isolana anche nei cinque mesi a cavallo tra il 2020 e 2021, che invece non agevolano i trasporti».
Peigottu sottolinea che il problema del disservizio è ciclico: «Ogni anno, anche nei mesi invernali, i traghetti della Moby subiscono stop forzati, segno evidente che non sono idonei alle Bocche di Bonifacio». In questi giorni la compagnia della balena blu ha annunciato soluzioni, ma non le ha messe in pratica. «La scorsa settimana non ha attivato le due corse annunciate con una nave della flotta Moby da Olbia a Porto Vecchio – spiega –. Sono saltate le due corse con la Méridionale sulla Propriano-Porto Torres, che non viaggiava comunque per conto della Moby. L’unico viaggio possibile è stato con la Sardinia Corsica Ferries, ma solo ogni lunedì, sulla Porto Torres-Ajaccio. Le due corse supplementari di questa settimana da Golfo Aranci risolvono solo in parte il problema, anche se ci danno una boccata di ossigeno».
Il blocco dei collegamenti con la Corsica ha fatto scattare un piano d’emergenza da parte della Regione dopo una segnalazione della Confartigianato regionale. Partita anche la richiesta di intervento ai prefetti di Cagliari e Sassari perché circa 200 persone, tra autotrasportatori, artigiani e passeggeri, erano rimasti bloccati da quasi una settimana in terra corsa. «Una situazione inaccettabile dal punto di vista umano e professionale – dichiara il presidente di Confartigianato Gallura, Giacomo Meloni –. L'attenzione è sempre alta, perché la vicenda è stata solo tamponata con l'accordo della Regione con una compagnia che non è nemmeno vincitrice dell’appalto in continuità territoriale. La task force messa in piedi dopo le pressanti richieste di aiuto da parte delle imprese resterà operativa fino a quando non si troverà una soluzione per garantire a tutti il trasporto marittimo sulla Santa Teresa-Bonifacio. Continueremo a monitorare la situazione, con un dialogo costruttivo con le istituzioni e i diretti fruitori del servizio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
