Cantiere al porto, gli operai si spostano
Palau, resta l’alt del ministero e della Soprintendenza per salvare il trenino verde
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PALAU. I mezzi meccanici e gli operai del cantiere nel cantiere per la riqualificazione della viabilità del porto commerciale si sono stati trasferiti nel tratto finale dell’area interessata dai lavori. Cioè nel punto in cui è prevista la realizzazione di una rotatoria, vicino ai campi da tennis, nella via parallela ai binari del trenino verde che costeggiano la pineta della spiaggia di Palau Vecchio. La direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio a fine gennaio aveva imposto al Comune di preservare un luogo di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, intimando agli enti preposti di attivare ogni iniziativa utile a tutelare l’intera tratta ferroviaria, comprensiva di immobili, opere d’arte e pertinenze. Dopo il primo stop di inizio lavori il cantiere ha aperto comunque i battenti il 17 febbraio, il giorno successivo alla recinzione dell’area del capolinea sono state demolite alcune parti dei marciapiedi utilizzati anche per scendere e salire dal trenino. La Soprintendenza, intimando la sospensione dei lavori, ha aperto un procedimento amministrativo contro il Comune, che a sua volta aveva presentato una variante per la realizzazione di infrastrutture nelle aree della ferrovia e nella strada d’accesso al porto. Il procedimento della Soprintendenza è una tutela indiretta, con prescrizioni immediate e in via cautelare, che prevedono la temporanea non modificabilità delle aree. Disattesi gli ordini il ministero ha allertato il nucleo carabinieri Tutela del patrimonio culturale nazionale e di Sassari. Allertata la Procura, anche dietro le sollecitazioni di associazioni ambientaliste e culturali, come il gruppo di intervento giuridico. Il ministero chiede che venga salvato il capolinea gallurese dello storico trenino verde. Luigi Francesco Cantamessa, consigliere del ministro Dario Franceschini per il Turismo ferroviario ha sottolineato che il tronco Palau Marina è tra i beni storici da preservare fino all’ultimo centimetro di binari perché tutelato da una legge nazionale del 2017. Un appello giunto anche dall’Associazione nazionale operatori ferroviari e intermodali (Assofer). (w.b.)
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