Raccolta della pompia, scoppiano le polemiche

Siniscola, la giunta comunale ha assegnato il progetto a una coop di Nuoro Protestano gli operatori locali: «Era nato per noi e per il recupero dei disabili»

SINISCOLA. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha proceduto all’affidamento della raccolta dei frutti di pompia in piena maturazione negli orti comunali di Janna e Frore e Su Manganu. Si tratta di un progetto intercomunale messo a punto dai servizi sociali e dal centro d’igiene mentale che vede coinvolte anche le comunità di Posada Torpè e Lodè ed è rivolta al reinserimento socio-lavorativo di persone con grave disabilità psichica ed esclusi dai normali circuiti lavorativi. Lo scorso anno, l’amministrazione comunale aveva anche proceduto all’acquisto di nuove piante e al ripristino degli impianti di irrigazione utilizzando per i lavori anche i lavoratori dei cantieri Lavoras. Per la raccolta del pregiato frutto da cui si ricavano dolci e liquori tipici, la giunta ha deciso di affidare i lavori a una coop di Nuoro che pare debba corrispondere 70 centesimi a frutto.

Una decisione quella di affidare la raccolta ad una società esterna e non invece ad operatori locali che sta provocando numerosi mugugni. A dare il via alle polemiche un post apparso eri mattina sui social dove si dice che il progetto era nato per il recupero dei diversamente abili e non invece per far lavorare cooperative di altre città. Una protesta colta anche dai consiglieri di minoranza di cui si fa portavoce Caterina Floris. «Già due anni fa denunciammo la cattiva gestione del progetto e presentammo alcune interrogazioni con risposte molto vaghe – dice la Floris –. Per il secondo anno consecutivo, il frutto è stato messo all’asta con un invito diretto ad una sola cooperativa – spiega –. Succede quindi che i frutti di Sa pompia continuano ad andare fuori Siniscola, prima a Sassari che è ancora in debito con il Comune ed ora ad una coop di Nuoro. Ci ritroviamo quindi con una ricaduta economica pari a zero sia per occupazione che per immagine. Siniscola che si è voluta chiamare “Città della pompia”, vede il mancato coinvolgimento proprio di quei ragazzi con difficoltà che dovevano essere i protagonisti del progetto. Le ultime decisioni prese in merito dai responsabili di questo progetto – conclude Floris – sono in pieno contrasto con le finalità e gli obbiettivi per cui venti anni fa è nata questa iniziativa e il protocollo d’intesa tra comune, università e Ats, non sembra essere stato rispettato».

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