Charter e stagione lunga vince il modello Portisco
di Marco Bittau
Numeri record nel noleggio “a scafo nudo” e movimento da aprile a novembre Nel nuovo consiglio d’amministrazione c’è Ivana Russu, consigliere comunale Pd
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OLBIA. Marina di Portisco sempre più porto turistico per tutto l’anno. Il gioiello di Invitalia – ultimo marina rimasto in portafoglio al ministero del Tesoro – non conosce crisi e conferma numeri in costante crescita, soprattutto sul fronte del charter con ben 135 barche bareboat (cioè “a scafo nudo” senza equipaggio) stanziali, mentre in tutta Italia ce ne sono 900, con un allungamento reale della stagione diportistica che va da aprile a novembre.
Al ponte di comando nel golfo di Cugnana c’è sempre il direttore Vasco De Cet, ma la società Marina di Portisco da qualche settimana ha un nuovo consiglio d’amministrazione. Il presidente è Nicola Cavaliere, già super prefetto della polizia di Stato, l’amministratore delegato è Daniele Pace, manager di Invitalia. Nel cda entra per la prima volta una donna olbiese, Ivana Russu, consigliere ed ex assessore comunale del Pd. Con lei ci sono anche l’imprenditrice cagliaritana Luisella Cardia e Giorgio Girgis Sorial, ex capo di gabinetto di Luigi Di Maio al Mise.
Tramontate, almeno per ora, tuttu i tentativi di vendita da parte di Invitalia, Marina di Portisco ora guarda avanti. Sul mercato della nautica si conferma un porto all’avanguardia con 589 posti barca fino a 90 metri (215 sono praticamente di proprietà)e una vocazione ormai consolidata al charter, soprattutto senza equipaggio, che ne fa uno degli approdi di riferimento nel Mediterraneo. Da queste parti, grazie anche a una politica tariffaria simile a quella degli hotel, la stagione è più lunga che altrove, anche perché il charter permette un movimento settimanale che oscilla tra 700 e 1500 persone tra chi arriva e chi riparte. Significa che da aprile a novembre anche tutte le attività del porto, o che gravitano intorno ad esso, possono restare aperte e lavorare.
Se il presente è roseo, sul futuro di Marina di Portisco pesa sempre l’incognita della concessione demaniale in scadenza nel 2029. La società ha da tempo presentato una istanza di proroga al 2050 e un piano di investimenti per decine di milioni. Si attende la risposta con la consapevolezza che proprio questa è la partita più importante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Al ponte di comando nel golfo di Cugnana c’è sempre il direttore Vasco De Cet, ma la società Marina di Portisco da qualche settimana ha un nuovo consiglio d’amministrazione. Il presidente è Nicola Cavaliere, già super prefetto della polizia di Stato, l’amministratore delegato è Daniele Pace, manager di Invitalia. Nel cda entra per la prima volta una donna olbiese, Ivana Russu, consigliere ed ex assessore comunale del Pd. Con lei ci sono anche l’imprenditrice cagliaritana Luisella Cardia e Giorgio Girgis Sorial, ex capo di gabinetto di Luigi Di Maio al Mise.
Tramontate, almeno per ora, tuttu i tentativi di vendita da parte di Invitalia, Marina di Portisco ora guarda avanti. Sul mercato della nautica si conferma un porto all’avanguardia con 589 posti barca fino a 90 metri (215 sono praticamente di proprietà)e una vocazione ormai consolidata al charter, soprattutto senza equipaggio, che ne fa uno degli approdi di riferimento nel Mediterraneo. Da queste parti, grazie anche a una politica tariffaria simile a quella degli hotel, la stagione è più lunga che altrove, anche perché il charter permette un movimento settimanale che oscilla tra 700 e 1500 persone tra chi arriva e chi riparte. Significa che da aprile a novembre anche tutte le attività del porto, o che gravitano intorno ad esso, possono restare aperte e lavorare.
Se il presente è roseo, sul futuro di Marina di Portisco pesa sempre l’incognita della concessione demaniale in scadenza nel 2029. La società ha da tempo presentato una istanza di proroga al 2050 e un piano di investimenti per decine di milioni. Si attende la risposta con la consapevolezza che proprio questa è la partita più importante.
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