L’ex direttore Pignatelli deve al Parco 36mila euro

La Maddalena, la Corte dei conti ha condannato l’ex dirigente al pagamento «Si è autoliquidato le premialità 2014 e 2015 senza aver raggiunto i risultati»

LA MADDALENA. L’ex direttore del Parco, Ciro Pignatelli, deve versare all’ente verde oltre 36mila euro. Cioè la somma auto-liquidata come anticipo delle premialità per il 2014 e 2015. Lo ha stabilito la Corte dei conti che, con sentenza definitiva, ha condannato l’ex dirigente al pagamento degli acconti incassati in mancanza della preventiva valutazione positiva delle performance. Una condizione imprescindibile per la liquidazione della cosiddetta indennità di risultato per le attività svolte, una sorta di premio per i risultati raggiunti. Nella sua funzione apicale di direttore dell’ente, come rilevato dalla Procura, Pignatelli non poteva non conoscere la normativa e i requisiti rigorosi richiesti per ottenere il rimborso delle premialità. «Una condotta colposa – la definiscono i giudici della Corte dei conti –. Perché la sopraggiunta valutazione non positiva delle performance realizzate dal dirigente ha reso definitivamente indebite le somme percepite». In sostanza, avrebbe dovuto restituirle.

Nel merito, in relazione alla mancata costituzione in giudizio di Pignatelli nell’udienza del 6 novembre 2019, il Pm aveva confermato le conclusioni agli atti ribadendo che le somme auto-liquidate non sono giustificate «essendo intervenuta una valutazione negativa delle performance da parte dell’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) del Parco». La Corte dei conti ha condiviso l’impianto accusatorio relativo sia al danno erariale, sia alla condotta dell’ex direttore, giudicando ingiustificate le indennità per il 2014 e 2015 proprio a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi prefissati per il conseguimento delle premialità. «Non v’è dubbio – affermano i giudici –, che la condotta sia stata contraddistinta da colpa grave per aver con ingiustificabile negligenza compiuto atti contrari agli obblighi derivanti dal rapporto di impiego auto-liquidandosi acconti delle premialità non previsti dalla normativa di settore, né dal contratto individuale di lavoro. Inoltre, è evidente che dopo la valutazione negativa dell’organismo indipendente di valutazione del Parco, appurata la non spettanza delle indennità percepite e la mancata restituzione di quanto indebitamente conseguito, dimostra il consapevole intendimento di violare la normativa vigente al fine di soddisfare un interesse esclusivamente personale». Per questi motivi, la Corte dei conti, dichiarando la contumacia di Pignatelli, ha condannato l’ex direttore dell’ente verde al pagamento di 36.543 euro a titolo di risarcimento del danno a favore del Parco, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi legali e alle spese processuali.

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