La Nuova Sardegna

Olbia

Carnevale e Rinagghju: la giunta Addis sotto tiro

di Angelo Mavuli
Carnevale e Rinagghju: la giunta Addis sotto tiro

Duro attacco all’esecutivo delle ex assessore Amic e Lattuneddu  «Sono solo maldestri tentativi di compiacere tutti in vista delle elezioni»

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TEMPIO. Si fa sempre più caldo il clima pre-elettorale a Tempio: è un attacco a tutto campo quello che arriva dal gruppo misto Amic-Lattuneddu ed è diretto alla Giunta. L’esecutivo comunale viene anche accusato di aver esercitato pressioni sul carnevale tempiese. «La decisione “unanime” della giuria carnevalesca, presieduta dal vicesindaco Gianni Addis, di considerare ex equo tutti i carri a concorso del Carnevale tempiese, non premiandone alcuno, non ci sorprende e la giudichiamo una furbata per evitare giudizi non graditi», scrivono in un comunicato stampa l’avvocato Alessandra Amic e l’architetto Daniela Lattuneddu.

Entrambe ex assessore della giunta Biancareddu-Addis, da alcuni mesi sono consigliere comunali del Gruppo Misto e si sono collocate decisamente all’opposizione.

«Quanto dichiarato dal vice sindaco - scrivono le due consigliere - è un ulteriore maldestro tentativo di Gianni Addis di compiacere tutti in vista delle elezioni amministrative di aprile. Lo stesso tentativo già sfacciatamente palesato durante il recente consiglio comunale su Rinagghju, con la creazione di una commissione non più solo tecnica ormai, ma anche e soprattutto politica».

Una commissione tecnica, che, sempre secondo le due consigliere, «per quanto concerne la valutazione del compendio in vendita dovrebbe essere fatta da tecnici svincolati dalla politica. La giunta, invece ha istituito una commissione temporanea per la valutazione del compendio Rinagghju-Pischinaccia della quale fanno parte, oltre ai tecnici e professionisti, anche consiglieri comunali, gli assessori e lo stesso vicesindaco. Tutti, con diritto di voto sull'operato dei tecnici».

In questo moto, secondo Amic e Lattuneddu, la Giunta dimentica che la determinazione del valore del Compendio deriva «da un atto tecnico sulla scorta di normative fiscali e contabili e non certamente sulla base di opinioni discrezionali politiche».

Il documento delle due consigliere si conclude con un auspicio: «Ci auguriamo che l’esecutivo, prima della fine imminente del suo mandato, pensi, finalmente, ad amministrare ciò che resta del patrimonio pubblico senza cimentarsi in maldestri tentativi per cambiare in corsa regole che non possono essere modificate».

Come, secondo le consigliere di opposizione, sarebbe accaduto a Carnevale: «Distruggendo lo spirito del Carrasciali, relegando vergognosamente i gruppi estemporanei in coda ai carri, impedendo loro di esprimersi ed infine cancellando la lettura del temuto testamento di Giorgio».

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