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Olbia

Olbia, molestava la nipote 13enne: sconterà 3 anni e 6 mesi di carcere

di Tiziana Simula
Olbia, molestava la nipote 13enne: sconterà 3 anni e 6 mesi di carcere

La Corte d’appello ha confermato la condanna già inflitta in primo grado. Dopo anni di vessazioni la ragazzina aveva raccontato tutto a sua madre

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OLBIA. Per anni aveva subito in silenzio le molestie dello zio. Lei era poco più di una bambina, aveva 13 anni quando l’uomo (era il compagno di sua zia, sorella della madre), aveva cominciato a perseguitarla con le sue continue attenzioni morbose ogni volta che si incontravano nella casa della nonna o di altri familiari: la palpeggiava nelle parti intime, le si strusciava addosso, le mostrava i genitali, toccandosi ed eccitandosi. Un incubo vissuto per quasi dieci anni, tra paura e vergogna. Finché un giorno – la denuncia risale al 2012 – la giovane vittima decise di confidare tutto a sua madre, temendo che quell’uomo potesse avere quello stesso comportamento che aveva con lei anche nei confronti della sua cuginetta più piccola. Scattò quindi l’indagine e, poi, il processo. Nel 2016, l’uomo, oggi 47enne, è stato condannato con rito abbreviato a tre anni e sei mesi di reclusione con le accuse di violenza sessuale e atti osceni. La sentenza di primo grado emessa dal gup del tribunale di Tempio Marco Contu è stata confermata ora anche dalla Corte d’appello di Sassari. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Rita Dedola, aveva proposto appello contro la decisione del tribunale ordinario. Ma i giudici, accogliendo le richieste del procuratore generale Paolo De Falco e del difensore di parte civile, l’avvocato Angelo Merlini, ha confermato la condanna di primo grado infliggendo all’imputato una pena a tre anni e sei mesi di reclusione.

I fatti contestati e denunciati dalla stessa minore sarebbero stati commessi ad Olbia a cominciare dal 2003. Stando alle accuse della Procura di Tempio e al racconto della ragazzina, l’uomo, che la conosceva fin dalla più tenera età, l’avrebbe nel corso degli anni sottoposta ad una vera e propria persecuzione costringendola a subire atti sessuali, toccandole i seni e il sedere, strusciandosi addosso alla ragazzina, facendosi vedere nudo e toccandosi davanti a lei. Dopo anni di vessazioni era esplosa.

Aveva deciso di raccontare tutto alla madre e al resto della famiglia perché, questo è quanto ha riferito la stessa vittima nella sua denuncia, aveva paura che l’uomo potesse rivolgere quelle attenzioni sessuali anche alla sua cuginetta, figlia di un’altra zia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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