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Olbia

il bambino segregato  

Richiesta affidamento per l’undicenne maltrattato da genitori e zia

Richiesta affidamento per l’undicenne maltrattato da genitori e zia

OLBIA. Dal 29 giugno scorso, da quando era stato liberato dalla cameretta-prigione nella quale era stato rinchiuso per punizione dai suoi genitori, si trova al sicuro in una casa protetta ed è...

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OLBIA. Dal 29 giugno scorso, da quando era stato liberato dalla cameretta-prigione nella quale era stato rinchiuso per punizione dai suoi genitori, si trova al sicuro in una casa protetta ed è affidato alla tutela provvisoria dello stesso sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda. Ma nei confronti del bambino di 11 anni, segregato e maltrattato dai genitori e dalla zia – tutti e tre ai domiciliari e in procinto di essere processati – hanno avanzato richiesta di affidamento i nonni materni. Ieri, il piccolo, è stato sentito in audizione protetta dai giudici del tribunale dei minori di Sassari proprio su questo aspetto. Il tribunale starebbe valutando la richiesta di affidamento.

Genitori e zia saranno processati con rito abbreviato. La prima udienza è fissata al 24 marzo. Il Comune di Arzachena si costituirà parte civile con l’avvocato Giorgina Azara. Nei confronti della zia, difesa dall’avvocato Angelo Merlini, ritenuta la regista dei maltrattamenti, sono in corso nuovi accertamenti da parte della procura di Tempio. È stato conferito l’incarico a un perito affinché esamini il contenuto (messaggi, video, foto) dei quattro cellulari sequestrati nell’abitazione della donna, accertamenti volti a verificare il suo rapporto con i propri figli ma anche con altre famiglie a lei vicine. Gli inquirenti vogliono capire se esistano altre vittime dei suoi agghiaccianti comportamenti. (t.s.)

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