Coronavirus, Olbia si organizza: bollini rossi in chiesa e amuchina fai da te
Aumentano le contromisure per far fronte all’emergenza. Manifestazioni annullate e conseguenze per il turismo
OLBIA. Le acquasantiere non le hanno solo svuotate. Alla Sacra Famiglia le hanno tappate con un pezzo di cartone. E naturalmente non ci si può più accomodare dove si vuole: da ora in poi, almeno fino al prossimo 15 marzo, i banchi utilizzabili sono solo quelli marchiati con il bollino rosso. In chiesa si cambiano disposizioni e abitudini e la stessa cosa accade nel resto della città. Olbia non sprofonda nella paura, ma gli effetti dell’emergenza coronavirus si percepiscono un po’ dappertutto. I locali e i negozi contano meno clienti, i bambini e i ragazzi non vanno a scuola, gli albergatori devono fronteggiare la cancellazione delle prenotazioni. Inoltre sono stati annullati tutti gli eventi che prevedevano un minimo di affollamento, come quelli in programma in aeroporto. In farmacia, invece, la famigerata amuchina è terminata già da un pezzo. Adesso sono direttamente i farmacisti a produrre gli igienizzanti per le mani.
Chiesa a metà. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti, dopo il decreto del premier Giuseppe Conte e le successive disposizioni della Cei, ha firmato un decreto che detta le regole alle parrocchie. L’obiettivo è tenere le chiese aperte, ma facendo rispettare la distanza di un metro tra i fedeli. Alla Sacra Famiglia, che è una delle chiese più grandi, la risposta al decreto è stata esemplare. La capienza è stata infatti ridotta a soli 164 posti e i fedeli possono sedersi solo nei banchi marchiati di rosso. Vietato toccare le statue e scambiarsi il segno di pace. E proprio per garantire la distanza tra le persone, un banco ogni due è stato posizionato in modo che nessuno ci si possa sedere sopra. Le acquasantiere, invece, sono state tappate per evitare che la gente ci infili le mani.
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Gli igienizzanti. L’amuchina è ormai diventata più rara dell’oro, prima ancora che l’emergenza scoppiasse nel nord Italia. Stesso discorso per le mascherine. Ma le richieste, ovviamente, non cessano. Di conseguenza ora sono gli stessi farmacisti a creare gli igienizzanti per le mani, come accade nella farmacia Floris di Poltu Quatu. «Ne stiamo vendendo molti – spiega Eleonora Puggioni -. Oltre agli igienizzanti, che realizziamo seguendo i dettami dell’Oms, ai clienti diamo tutte quelle disposizioni utili a evitare il contagio: per esempio ricordiamo di evitare gli abbracci e i luoghi affollati». È nel laboratorio della farmacia che si producono gli igienizzanti. «Sono a base di etanolo e glicerina – aggiunge Erika Chessa -. A differenza dell’amuchina sono soltanto più liquidi, ma l’effetto è lo stesso».
Eventi annullati. Le disposizioni del decreto di Conte cambiano la vita sociale degli olbiesi. In città adesso la gente cerca di ridurre le uscite, ricordando che sarebbero da evitare anche le semplici strette di mano. Per questo sono stati annullati quasi tutti gli eventi, come il concerto di Paolo Fresu e Danilo Rea in aeroporto. Stesso discorso per conferenze, dibattiti, laboratori per bambini, spettacoli e presentazioni di libri. Al cinema e in biblioteca ci si può sedere ma mantenendo la distanza di un metro. In banca, invece, si può entrare in pochi alla volta.
Economia a rischio. In questo clima di emergenza generale a rischiare sono soprattutto le attività economiche. Il settore del turismo è il primo a fare i conti con il coronavirus. In alcuni hotel della città il 70 per cento delle prenotazioni per i mesi di marzo e aprile è stato già cancellato. Una situazione che potrebbe innescare un effetto domino.
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