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Olbia

Assistenza ai bisognosi, modificato il servizio

Assistenza ai bisognosi, modificato il servizio

In campo la Caritas e le Cittadelle della carità. Il vescovo Sanguinetti: «Grazie alla Protezione civile»

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OLBIA. L’epidemia di coronavirus ha causato una drastica contrazione dei servizi religiosi, ma la diocesi di Tempio non poteva lasciare senza sostegno le fasce più fragili e bisognose del territorio. Azione che svolge attraverso le Caritas parrocchiali e le due Cittadelle della carità di Olbia e Tempio. Il problema è quindi assicurare il servizio di assistenza nel rispetto delle norme di sicurezza a tutela dei volontari e delle stesse persone assistite. Si è pensato di rivolgersi alla Protezione civile, per sondare un’eventuale disponibilità alla collaborazione. Su mandato del vescovo, direttore della Caritas diocesana, il diacono Domenico Ruzittu, si è messo in contatto con la Protezione civile di Olbia e di Tempio e la risposta è stata positiva e immediata.

Il servizio, pertanto, verrà assicurato nel seguente modo. Le persone con mobilità autonoma potranno continuare ad andare nelle Cittadelle con ingresso contingentato uno alla volta, nei seguenti giorni: a Olbia il lunedì, martedì mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12; a Tempio tutti i giorni secondo questo orario: lunedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13; martedì e mercoledì dalle 15 alle 18. Le persone anziane, ammalate o comunque impossibilitate a muoversi di casa, possono telefonare alle rispettive Cittadelle, per segnalare i generi di prima necessità di cui hanno bisogno. Info: Cittadella della Carità di Olbia (0789.604588), Cittadella della Carità di Tempio (079.631111). I volontari della Caritas predisporranno quanto richiesto in apposite buste, che la Protezione civile provvederà a consegnare a domicilio. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti, a nome della Chiesa diocesana e di chi usufruirà di questo servizio, «esprime alla struttura e ai volontari della Protezione civile apprezzamento e gratitudine per tanta ulteriore disponibilità e generosità, come peraltro è nella storia e nella natura di questa istituzione. Il servizio si aggiunge alle tante incombenze a cui la Protezione civile deve far fronte in questo momento così difficile per il Paese e per il territorio. Ancor maggiore, pertanto, è il dovere di un pubblico riconoscimento per la totale abnegazione con cui si prodigano in ogni situazione di emergenza e di necessità».

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