La Nuova Sardegna

Olbia

L’agonia del Circo sardo «Intervenga la Regione»

di Paolo Ardovino
L’agonia del Circo sardo «Intervenga la Regione»

Il titolare Priamo Casu, figlio d’arte, scrive un appello al presidente Solinas «Mai preso contributi o sovvenzioni, ma ora i nostri animali muoiono di fame»

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OLBIA. «Noi viviamo così: arte o morte», e messa in questi termini è una struggente dichiarazione d’amore verso la propria passione. Ma anche un disperato appello. Quello di Priamo Casu, che insieme alla moglie Paola e alla figlia Shamira ha portato in giro per anni l’ultimo circo sardo. Realtà, anzi istituzione isolana che oggi sopravvive. Sempre con la sensazione di avere le ore contate. Inutile dire che l’emergenza attuale gravi ancora di più sulle spalle della famiglia circense. Priamo Casu ha deciso di rivolgere le sue speranze direttamente a Christian Solinas. «Chiedo un contributo immediato per salvare l'ultimo circo sardo – così la lettera –, primo circo nato in Sardegna, che porta in tutta Italia il nome della nostra isola e nelle pediatrie, come quelle del Bambin Gesù di Santa Marinella e di San Giovanni Rotondo, ospedale di Padre Pio, e tanti altri. Finanziandoci solamente con le offerte dei nostri spettacoli aperti al pubblico che durante l'inverno si effettuano nei saloni parrocchiali e teatri comunali, palestre. Da un mese non possiamo lavorare e purtroppo non si sa quando potremo riprendere».

«Noi viviamo grazie al pubblico» spiegherà meglio Priamo Casu, che un attimo prima rivendica tutti i traguardi raggiunti in questi anni e un attimo dopo è costretto a guardare al presente. «Ho sette serpenti che stanno morendo di fame – di solito protagonisti durante gli spettacoli –, per i bambini è ogni volta una grande emozione riuscire ad avvicinarsi e toccare questi animali, e anche io mi ci sono affezionato. Riuscire a dargli da mangiare non è facile. Mangiano quaglie, che non costano poco». Oltre ai tipici spettacoli con il pubblico (mesi fa, a Orgosolo, si sono radunate 400 persone) ci sono le performance tra i reparti d’ospedale, «nelle pediatrie lo facciamo gratis» sottolinea subito Priamo. Il gene di famiglia ha portato anche la figlia Shamira Casu a innamorarsi all’arte circense, oltre al canta che l’ha portata persino alle selezioni finali di Sanremo tra più di 10.000 giovani voci d’Italia. «Non voglio cedere» rincara la dose Priamo. «Non abbiamo mai preso alcun contributo o sovvenzione, abbiamo sempre guadagnato unicamente dalla nostra attività». Attività di intrattenimento ma anche di grande promozione fuori dai confini isolani; il padre Piero, comico, fu infatti nel 1954 «il primo sardo a essere chiamato in un programma televisivo, portando a conoscenza della Sardegna, dei suoi grandi artisti, e dei cavallini della Giara, come il suo, che conosceva la matematica e la Rai lo volle fortemente». «Vi preghiamo di salvare questo pezzo di storia nella nostra isola con un contributo immediato – questo l’epilogo della lettera al numero uno della regione –. Sicuri che non vogliate perderci per sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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