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Olbia

Pesta la moglie, arrestato un muratore

Pesta la moglie, arrestato un muratore

L’ha presa a calci e pugni, ubriaco fradicio. La donna è riuscita a chiamare il 112

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OLBIA. Ubriaco fradicio. E senza più controllo. Tanto da picchiare la moglie, con calci e pugni, davanti ai loro bambini. E’ stato arrestato e si trova già in cella.

E’ il secondo caso di “Codice Rosso” in soli tre giorni. Un nuovo caso di maltrattamenti in famiglia che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, se non fossero intervenuti i carabinieri. La donna, una romena di 30 anni, ha avuto solo il tempo di chiamare il 112. Ha chiesto aiuto e raccontato in fretta, tra le lacrime e la paura, quello che le stava accadendo.

La disperata richiesta al numero di emergenza dei carabinieri è arrivata martedì notte. E, immediatamente, si sono mobilitati i carabinieri della sezione radiomobile del reparto territoriale: hanno raggiunto l’abitazione della coppia, nel centro della città, e in quel momento hanno trovato in casa il marito, un muratore trentacinquenne, anche lui romeno, in evidente stato di ebbrezza alcolica. La moglie a poca distanza, con i segni della violenza. Era stata duramente colpita con cazzotti e con calci sia sul viso che in diverse parti del corpo. E ha riportato ferite sulle labbra e diversi ematomi e contusioni alle braccia, causati anche dalla stretta e dai graffi.

«La coppia - come si legge in una nota diffusa dal Reparto territoriale di Olbia, guidata dal tenente colonnello Davide Crapa -, era già nota alle forze di polizia per reati di vario genere ma la donna non aveva mai presentato denuncia per questo tipo di maltrattamenti». Il maritoè stato immediatamente arrestato e dopo aver trascorso la notte tra martedì e mercoledì in una camera di sicurezza del Reparto, è stato trasferito nel carcere di Bancali, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Anche questo episodio si inserisce appunto in quelli da “Codice Rosso”, la legge che tutela le vittime di violenze domestiche e di genere. Da parte delle forze dell’ordine l’attenzione è sempre altissima, sia per garantire un tempestivo intervento e interrompere il reato, sia per dare immediata assistenza alle vittime.

Il precedente caso di maltrattamenti risale a domenica mattina. E riguarda un figlio di 36 anni che ha cercato di pestare i suoi genitori perché gli hanno negato i soldi per comprarsi la droga. Ha spezzato in due il bastone di una scopa e poi ha tentato di colpire il padre e la madre. Tante altre volte li aveva minacciati, perché si rifiutavano di dargli il denaro, ma 4 giorni fa la situazione è degenerata. Anche in questo i carabinieri sono arrivati in tempo: la coppia era riuscita infatti a contattarli. Il figlio, che da tempo segue un programma di cure al centro di igiene mentale della, città è stato arrestato e trasferito nel carcere di Nuchis. (s.p.)

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