Il vescovo scrive a sacerdoti e fedeli: "Un abbraccio virtuale nel Signore a tutti"
Sanguinetti, a capo della diocesi di Tempio-Ampurias invita tutti al rispetto delle regole. E rivolge un pensiero speciale ai malati e ai medici
OLBIA. Una lettera del cuore. Che ha la tenerezza di una carezza e la forza di un abbraccio. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti scrive ai sacerdoti, diaconi, religiose e religiosi, fratelli e sorelle nella fede. In un momento così difficile, in cui è vietato celebrare le messe e per i credenti non poter ricevere l’Eucarestia è un ulteriore motivo di sofferenza, il vescovo non fa mancare la sua presenza anche solo virtuale.
“Il momento che con tutto il popolo italiano stiamo vivendo, al disagio, alle restrizioni nei movimenti, alle sempre più rigide norme di sicurezza sanitaria che tutti siamo chiamati a condividere, noi credenti dobbiamo aggiungere anche le drastiche limitazioni nell’esercizio della nostra normale vita di fede: celebrazione dell’Eucaristia quotidiana e festiva e degli altri sacramenti, esequie cristiane, catechesi, attività oratoriane, qualunque incontro formativo o iniziativa comunitaria – scrive Sanguinetti -. Scelte obbligate, ma non per questo meno dolorose, del cui risvolto dolente e preoccupato, io vescovo insieme ai sacerdoti siamo impotenti testimoni, grazie a quanto voi fedeli quotidianamente ci manifestate”.
Il vescovo invita tutti i fedeli al rigoroso rispetto delle regole imposte dal Governo. “Poiché la tutela della salute nostra e dei fratelli è un dovere non solo civico ma anche morale e cristiano, noi credenti abbiamo un obbligo ancora più stringente, obbligo di fede e di coscienza, nell’ottemperarvi. Esso è parte integrante e inderogabile del comandamento della carità. Ciò non significa che dobbiamo barattare questo dovere di carità con il bisogno e il diritto a una vita liturgica, spirituale, formativa e comunitaria che è propria del nostro percorso ecclesiale quotidiano. La accettiamo e la viviamo come temporanea limitazione e volontaria rinuncia, in spirito di solidale fraternità con tutte le famiglie italiane, con le tante migliaia di concittadini che hanno contratto il virus, con i molti di più costretti al più assoluto isolamento, con i medici, personale sanitario e strutture ospedaliere che con incredibile generosità e rischio personale stanno affrontando e combattendo questa improba battaglia”.
Sanguinetti accende poi la speranza nel popolo che ha fede. “Il Signore, per l’intercessione della Vergine Santissima e di San Giuseppe, ci sostenga in questo momento di prova, infonda fiducia e speranza in coloro che combattono nel proprio corpo l’aggressione del virus, accolga nella sua pace coloro che hanno perso la vita, doni forza agli operatori sanitari. Su tutti noi scenda abbondante e consolante la sua benedizione”.
Il vescovo cita i chiusura le parole di Papa Francesco. “La sofferenza e la morte che, come in altre parti d’Italia, state vivendo a causa del virus è per me motivo di preghiera e vicinanza umana. È anche la ragione della speranza cristiana: anche in questi momenti Dio ci sta parlando. Spetta all’uomo saper cogliere, dentro a questa, una guida per continuare a costruire, quaggiù, un pezzettino del Regno di Dio”.
E conclude dando "un abbraccio virtuale nel Signore a tutti"
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