Odissea per l’assunzione, ex autisti Assl in tribunale
di Paolo Ardovino
Nel 2018 l’ultima proroga dei contratti, ma la stabilizzazione non è mai arrivata «Eppure, guidando le ambulanze, oggi il nostro lavoro sarebbe stato prezioso»
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OLBIA. In questa situazione di emergenza, sono certi che avrebbero potuto essere d’aiuto. Invece, per i quattro ex autisti d’ambulanza dell’Assl di Olbia non c’è ancora una soluzione per una battaglia cominciata più di un anno fa a colpi di lettere e proseguita nelle aule di tribunale. Quattro padri di famiglia, che da più di un anno tentano di riavere un lavoro. L’ultima proroga ai loro contratti a tempo determinato era scaduta a fine 2018, ma la stabilizzazione agognata non è mai arrivata. Così è iniziata la vertenza con l’Ats Sardegna: in ballo un’assunzione che sembrava finalmente spettare agli autisti dopo le cinque proroghe e più di 36 mesi continuativi di lavoro richiesti.
«Tutti noi ne abbiamo accumulati anche di più», ma non nella stessa categoria. A loro insaputa, come hanno spiegato, negli anni di attività – c’è chi era legato all’azienda sanitaria da più di dieci – pur mantenendo la stessa mansione di autista, ultimamente era stata cambiata la categoria di lavoro, da B a Bs, nella quale i mesi accumulati non sono stati sufficienti. Il cavillo della discordia. «Non dimenticateci»: la richiesta d’aiuto degli autisti arriva in un momento delicato, con la convinzione che avrebbero potuto rappresentare una risorsa in più. La prossima udienza è stata spostata a febbraio 2021, tra un anno. «Tra Olbia e Tempio il personale è all’osso – accusano gli ex dipendenti – per sopperire al problema si sta ricorrendo a doppi turni di lavoro e, soprattutto, ad assunzioni da agenzia interinale, che costano molto di più rispetto a una normale assunzione. È stato assunto persino personale alla prima esperienza prima di noi che abbiamo tutte le carte in regola, esperienze e requisiti maggiori». Intanto, da più di un anno e chissà ancora per quanto, il ronzio della sirena e i lampeggianti blu sono usciti dalla quotidianità dei quattro uomini, che ripensano: «In casi di urgenza abbiamo detto addio a giorni di ferie e liberi, ci si metteva a disposizione anche di notte, con la consapevolezza che in quel momento stavamo lavorando per aiutare persone in difficoltà, chiaro, ma anche perché eventuali rifiuti ci avrebbero allontanati dalla prospettiva di un contratto».
E in queste ore si aggrappano alla lettera dell’Usae, l'Unione dei sindacati europei, inviata alla regione con la richiesta di applicazione del decreto 14 del 2020 per permettere l’assunzione di operatori sanitari, tra cui proprio autisti soccorritori tramite selezione pubblica, vista l’emergenza attuale.
«Tutti noi ne abbiamo accumulati anche di più», ma non nella stessa categoria. A loro insaputa, come hanno spiegato, negli anni di attività – c’è chi era legato all’azienda sanitaria da più di dieci – pur mantenendo la stessa mansione di autista, ultimamente era stata cambiata la categoria di lavoro, da B a Bs, nella quale i mesi accumulati non sono stati sufficienti. Il cavillo della discordia. «Non dimenticateci»: la richiesta d’aiuto degli autisti arriva in un momento delicato, con la convinzione che avrebbero potuto rappresentare una risorsa in più. La prossima udienza è stata spostata a febbraio 2021, tra un anno. «Tra Olbia e Tempio il personale è all’osso – accusano gli ex dipendenti – per sopperire al problema si sta ricorrendo a doppi turni di lavoro e, soprattutto, ad assunzioni da agenzia interinale, che costano molto di più rispetto a una normale assunzione. È stato assunto persino personale alla prima esperienza prima di noi che abbiamo tutte le carte in regola, esperienze e requisiti maggiori». Intanto, da più di un anno e chissà ancora per quanto, il ronzio della sirena e i lampeggianti blu sono usciti dalla quotidianità dei quattro uomini, che ripensano: «In casi di urgenza abbiamo detto addio a giorni di ferie e liberi, ci si metteva a disposizione anche di notte, con la consapevolezza che in quel momento stavamo lavorando per aiutare persone in difficoltà, chiaro, ma anche perché eventuali rifiuti ci avrebbero allontanati dalla prospettiva di un contratto».
E in queste ore si aggrappano alla lettera dell’Usae, l'Unione dei sindacati europei, inviata alla regione con la richiesta di applicazione del decreto 14 del 2020 per permettere l’assunzione di operatori sanitari, tra cui proprio autisti soccorritori tramite selezione pubblica, vista l’emergenza attuale.
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