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Nei ritratti di Simone Sanna una “Spoon River” gallurese
di Giuseppe Pulina
AGGIUS. Una Spoon River tutta gallurese. Sarà questo, alla fine, il ciclo di ritratti dedicati a personaggi cari alla memoria di Aggius, il paese nel quale vive e lavora, che Simone Sanna sta giorno...
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AGGIUS. Una Spoon River tutta gallurese. Sarà questo, alla fine, il ciclo di ritratti dedicati a personaggi cari alla memoria di Aggius, il paese nel quale vive e lavora, che Simone Sanna sta giorno dopo giorno realizzando. Il lavoro, ideato e portato avanti come una suggestione artistica dettata dalle non facili circostanze del presente, terminerà il 25 marzo, secondo un’agenda che impegnerà Simone Sanna ogni giorno.
«L’idea – spiega – è nata perché spesso ci vantiamo di vivere in luoghi meravigliosi, ma proprio in questi giorni, vedendo le strade vuote, riflettevo che puoi vivere nel posto più bello del mondo, ma senza la presenza degli uomini, delle loro storie e di quello che sono riusciti a trasmetterti non puoi dire di vivere veramente». Il risultato finale sarà una galleria virtuale di ritratti, «popolata – come dice lo stesso Sanna – di storie di uomini e donne filtrate dal ricordo, dalla memoria, dal sogno, per capire chi siamo stati e forse chi siamo ancora, se riusciremo a prendere tempo e a ridarci del tempo». Artista che si interfaccia frequentemente nel web con i suoi tanti estimatori, Sanna presenterà ogni giorno sui social il ritratto di un personaggio di Aggius. «Alcuni reali, altri sognati in una sorta di antologia di Spoon River gallurese che spero serva ad alleggerire e a riscoprire, ora che abbiamo un po’ di tempo, chi siamo stati”. Quello che l’artista definisce un puro “divertissement” è quindi un viaggio nella memoria di un preciso passato comunitario. Tra i ritratti sinora realizzati ci sono quelli di “Minicucciu”, vale a dire Domenico Masu, e di Lina Cassoni, la prima donna di Aggius ad essersi laureata. «Minicucciu è uno che portava il paese dentro col suo carico di gioia, canto, musica, spensieratezza; guardava Aggius con l’ingenuità e la purezza di un bambino che lasciava giocare e prendere in giro. Diventava poeta, sindaco, re, cantante, attore, era un caleidoscopio di umanità. Solo a chi sapeva leggere nei suoi occhi lasciava intuire che in realtà era lui che giocava con gli altri». Lina Cassoni, scomparsa più recentemente, era una donna generosa e di cultura che amava viaggiare. «Il tratto che la contraddistingueva era la curiosità e la passione; addobbò la sua grande casa con cimeli e souvenir che portava dai suoi lunghi viaggi. Amava il paese e le tradizioni, ma non ne rimase intrappolata». Un po’ come lo stesso Simone Sanna, che guarda la sua Aggius con lo sguardo di chi ne è parte e, nello stesso tempo, incantato osservatore. Le opere che sta realizzando in questi giorni potrebbero confluire in una mostra o in una nuova pubblicazione.
«L’idea – spiega – è nata perché spesso ci vantiamo di vivere in luoghi meravigliosi, ma proprio in questi giorni, vedendo le strade vuote, riflettevo che puoi vivere nel posto più bello del mondo, ma senza la presenza degli uomini, delle loro storie e di quello che sono riusciti a trasmetterti non puoi dire di vivere veramente». Il risultato finale sarà una galleria virtuale di ritratti, «popolata – come dice lo stesso Sanna – di storie di uomini e donne filtrate dal ricordo, dalla memoria, dal sogno, per capire chi siamo stati e forse chi siamo ancora, se riusciremo a prendere tempo e a ridarci del tempo». Artista che si interfaccia frequentemente nel web con i suoi tanti estimatori, Sanna presenterà ogni giorno sui social il ritratto di un personaggio di Aggius. «Alcuni reali, altri sognati in una sorta di antologia di Spoon River gallurese che spero serva ad alleggerire e a riscoprire, ora che abbiamo un po’ di tempo, chi siamo stati”. Quello che l’artista definisce un puro “divertissement” è quindi un viaggio nella memoria di un preciso passato comunitario. Tra i ritratti sinora realizzati ci sono quelli di “Minicucciu”, vale a dire Domenico Masu, e di Lina Cassoni, la prima donna di Aggius ad essersi laureata. «Minicucciu è uno che portava il paese dentro col suo carico di gioia, canto, musica, spensieratezza; guardava Aggius con l’ingenuità e la purezza di un bambino che lasciava giocare e prendere in giro. Diventava poeta, sindaco, re, cantante, attore, era un caleidoscopio di umanità. Solo a chi sapeva leggere nei suoi occhi lasciava intuire che in realtà era lui che giocava con gli altri». Lina Cassoni, scomparsa più recentemente, era una donna generosa e di cultura che amava viaggiare. «Il tratto che la contraddistingueva era la curiosità e la passione; addobbò la sua grande casa con cimeli e souvenir che portava dai suoi lunghi viaggi. Amava il paese e le tradizioni, ma non ne rimase intrappolata». Un po’ come lo stesso Simone Sanna, che guarda la sua Aggius con lo sguardo di chi ne è parte e, nello stesso tempo, incantato osservatore. Le opere che sta realizzando in questi giorni potrebbero confluire in una mostra o in una nuova pubblicazione.
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