Sardi prigionieri in Corsica, la Regione autorizza il viaggio della Moby per recuperarli
Dopo l'ordinanza di soppressione dei collegamenti decine di sardi, pendolari e artigiani, sono rimasti bloccati a Bonifacio. Obbligo di quarantena una volta rientrati
SANTA TERESA. L'ordinanza regionale anti-coronavirus che la scorsa notte ha cancellato la corsa Santa Teresa-Bonifacio ha lasciato a terra quaranta sardi, artigiani e pendolari. La Regione ha rimesso in moto il traghetto della Moby, il Bastia, per andare a recuperarli. "Già questa mattina abbiamo raccolto i nominativi dei passeggeri rimasti in Corsica - spiega il consigliere regionale della Lega, Dario Giagoni -. E stiamo provvedendo al loro trasporto a casa con il traghetto della Moby". Una volta sbarcati, tuttii i passeggeri dovranno mettersi in autoquarantena fiduciaria. La Corsica è un focolaio del Covid-19. Sono oltre sessanta i contagiati e sono stati registrati anche dei decessi.
L'ordinanza regionale che sospende la Santa Teresa-Bonifacio è arrivata dopo il continuo pressing delle forze politiche. Il sindaco Stefano Pisciottu, alcune ore prima della firma di Solinas aveva inviato una lettera in Regione.
“É stata condivisa l'esigenza di contenere un rischio reale di diffusione del coronavirus - commenta il primo cittadino -. La notizia di un focolaio con più di sessanta contagi e morti nella vicina Corsica non poteva essere ignorato. Era indispensabile chiudere il porto. L'assenza di misure restrittive e di contenimento del contagio in Corsica, comporta un inevitabile innalzamento del rischio di diffusione. Senz'altro questa interruzione avrebbe vanificato ogni sforzo che si sta facendo nella nostra isola per combattere il covid-19". (serena lullia)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
