Sardi prigionieri a Bonifacio: sarà la Regione a riportarli a casa
Dopo la chiusura del collegamento fra Sardegna e Corsica voluta da Solinas scatta l'emergenza per i lavoratori isolani restati in territorio francese
SANTA TERESA. Si sono svegliati prigionieri in terra corsa. L’ordinanza regionale notturna che sopprime i collegamenti tra Bonifacio e Santa Teresa ha colto di sorpresa artigiani e autotrasportatori che sarebbero dovuti rientrare in Sardegna oggi. La Regione dovrà adesso farsi carico di farli ritornare in tempi rapidi nell'isola. La Corsica è un focolaio di coronavirus e sono gli stessi pendolari, in trasferta per comprovate esigenze di lavoro, a non sentirsi sicuri.
“Stiamo raccogliendo i nominativi dei passeggeri, per lo più artigiani che in questi giorni hanno fatto la spola tra le due isole - spiega il consigliere regionale della Lega, Dario Giagoni -. Il presidente Solinas si é subito attivato per riportare a casa i pendolari con un’operazione congiunta con la Protezione civile”.
Il provvedimento di chiusura della linea in continuità territoriale tra le due isole dirimpettaie era stata chiesta a gran voce dal sindaco Stefano Pisciottu. Una linea ribadita in una lettera inviata poche ore prima della firma di Solinas sullo stop ai collegamenti.
“É stata condivisa l'esigenza di contenere un rischio reale di diffusione del coronavirus - commenta il primo cittadino -. La notizia di un focolaio con più di sessanta contagi e morti nella vicina Corsica non poteva essere ignorato. Era indispensabile chiudere il porto. L'assenza di misure restrittive e di contenimento del contagio in Corsica, comporta un inevitabile innalzamento del rischio di diffusione. Senz'altro questa interruzione avrebbe vanificato ogni sforzo che si sta facendo nella nostra isola per combattere il covid-19".
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