Gestione servizi portuali Sinergest ora si allontana
di Giandomenico Mele
Entro lunedì prossimo la società deve rispondere ai rilievi mossi dall’Authority Ad aprile scadono anche gli affidamenti temporanei e non ci saranno proroghe
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. In tempi di Coronavirus, il porto di Olbia è al centro dell’attenzione per i controlli dei passeggeri in arrivo. Ma è anche il futuro dell’Isola Bianca a preoccupare. Per ora la gestione dello scalo commerciale tra i più importanti del Mediterraneo è una nebulosa. Teoricamente Sinergest avrebbe lunedì prossimo come termine ultimo per rispondere ai rilievi dell’Autorità portuale sul project financing, presentato poche settimane fa. La società aveva chiesto una proroga tecnica, ma nelle ultime ore i colloqui si sono interrotti. I problemi di Moby, socio di maggioranza, hanno bloccato qualsiasi discussione. Dalla sede dell’Authority non esce uno spiffero, ma le voci indicano una Sinergest sempre più lontana dal porto.
Il no dell’Authority. L’Autorità di sistema portuale della Sardegna aveva fatto recapitare nell’ufficio del sindaco di Olbia, nonché presidente di Sinergest, Settimo Nizzi, un plico contenente una serie di richieste di chiarimenti e integrazioni alla proposta presentata dalla società. Non si tratta ancora di un rigetto, ma le distanze sembrano essere piuttosto ampie. Il punto più controverso si riferisce alla quota di incassi derivanti dalle tasse di imbarco da assegnare al concessionario. La Sinergest continua a ritenere troppo bassa la cifra del 25% sui circa 8 milioni di euro che da quest’anno incasserà direttamente la Port authority. Cifra però virtuale, dal momento che l’emergenza Covid-19 ha tagliato le previsioni sugli arrivi nel porto di Olbia. La prima proposta di un aumento di tre volte dell’attuale minimo garantito – un milione e 900 mila euro l’anno stabiliti dall’advisor Sinloc - potrebbe essere limata. Ma certamente si dovrebbe salire. A fronte di questo, il progetto prevede investimenti superiori ai 6 milioni di euro, chiesti nella manifestazione di interesse per il partenariato pubblico privato elaborata dall’Authority.
La cordata olbiese. Se il gruppo Onorato Armatori al momento nicchia, all’orizzonte non sembrano esserci altri grandi player interessati alla gestione del porto. Ecco perché l’elaborazione di un nuovo avviso di sollecitazione al mercato sembra essere lontana. Restano in piedi colloqui tra l’Autorità portuale e la cordata olbiese di Sinergest, che mette insieme il Comune di Olbia e la General port service, società di imprenditori olbiesi legati al settore della nautica, insieme a Unimare e la Compagnia portuale Corridoni, ma per ora non si affaccia nessuna ipotesi concreta di gestione.
No proroghe. Intanto l’Authority si prepara a elaborare i nuovi bandi per la gestione dei singoli servizi per la gestione del porto di Olbia. I termini scadono tutti entro le prime due settimane di aprile. Sono escluse le proroghe per una questione normativa. La Sinergest lo scorso gennaio si era assicurata il primo lotto per lo svolgimento del servizio di accoglimento, ricezione, smistamento ed instradamento dei veicoli in arrivo e partenza dal porto. La Turmo travel il secondo per la gestione del servizio di trasporto interno su navetta. Entrambe le assegnazioni durano 4 mesi. È rimasto per ora scoperto, con possibilità di assegnazione diretta, quello per la gestione dell’infopoint. L’Autorità portuale aveva poi pubblicato la procedura negoziata di importo inferiore alla soglia comunitaria per l’affidamento del servizio di “manutenzione ordinaria agli impianti degli immobili della stazione marittima e relative pertinenze per 12 mesi”. Il valore del servizio è stimato in 220 mila euro e per 3 mesi, a decorrere dal 1 gennaio scorso, è stato affidato alla ditta Quirico Taras srl, già incaricata per le verifiche e la manutenzione degli impianti di illuminazione.
Il no dell’Authority. L’Autorità di sistema portuale della Sardegna aveva fatto recapitare nell’ufficio del sindaco di Olbia, nonché presidente di Sinergest, Settimo Nizzi, un plico contenente una serie di richieste di chiarimenti e integrazioni alla proposta presentata dalla società. Non si tratta ancora di un rigetto, ma le distanze sembrano essere piuttosto ampie. Il punto più controverso si riferisce alla quota di incassi derivanti dalle tasse di imbarco da assegnare al concessionario. La Sinergest continua a ritenere troppo bassa la cifra del 25% sui circa 8 milioni di euro che da quest’anno incasserà direttamente la Port authority. Cifra però virtuale, dal momento che l’emergenza Covid-19 ha tagliato le previsioni sugli arrivi nel porto di Olbia. La prima proposta di un aumento di tre volte dell’attuale minimo garantito – un milione e 900 mila euro l’anno stabiliti dall’advisor Sinloc - potrebbe essere limata. Ma certamente si dovrebbe salire. A fronte di questo, il progetto prevede investimenti superiori ai 6 milioni di euro, chiesti nella manifestazione di interesse per il partenariato pubblico privato elaborata dall’Authority.
La cordata olbiese. Se il gruppo Onorato Armatori al momento nicchia, all’orizzonte non sembrano esserci altri grandi player interessati alla gestione del porto. Ecco perché l’elaborazione di un nuovo avviso di sollecitazione al mercato sembra essere lontana. Restano in piedi colloqui tra l’Autorità portuale e la cordata olbiese di Sinergest, che mette insieme il Comune di Olbia e la General port service, società di imprenditori olbiesi legati al settore della nautica, insieme a Unimare e la Compagnia portuale Corridoni, ma per ora non si affaccia nessuna ipotesi concreta di gestione.
No proroghe. Intanto l’Authority si prepara a elaborare i nuovi bandi per la gestione dei singoli servizi per la gestione del porto di Olbia. I termini scadono tutti entro le prime due settimane di aprile. Sono escluse le proroghe per una questione normativa. La Sinergest lo scorso gennaio si era assicurata il primo lotto per lo svolgimento del servizio di accoglimento, ricezione, smistamento ed instradamento dei veicoli in arrivo e partenza dal porto. La Turmo travel il secondo per la gestione del servizio di trasporto interno su navetta. Entrambe le assegnazioni durano 4 mesi. È rimasto per ora scoperto, con possibilità di assegnazione diretta, quello per la gestione dell’infopoint. L’Autorità portuale aveva poi pubblicato la procedura negoziata di importo inferiore alla soglia comunitaria per l’affidamento del servizio di “manutenzione ordinaria agli impianti degli immobili della stazione marittima e relative pertinenze per 12 mesi”. Il valore del servizio è stimato in 220 mila euro e per 3 mesi, a decorrere dal 1 gennaio scorso, è stato affidato alla ditta Quirico Taras srl, già incaricata per le verifiche e la manutenzione degli impianti di illuminazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
