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La Moby riporta in Sardegna 36 sardi

La Moby riporta in Sardegna 36 sardi

Erano rimasti a Bonifacio dopo lo stop notturno alla corsa da Santa Teresa

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SANTA TERESA. Sono rientrati con una corsa straordinaria della Moby i 36 lavoratori isolani rimasti bloccati in Corsica dopo l’ordinanza regionale notturna sullo stop ai collegamenti tra Bonifacio e Santa Teresa. La Regione, insieme alla protezione civile, ha gestito in fretta il trasferimento di artigiani e camionisti perché la Corsica, purtroppo, è diventata un focolaio di coronavirus: sono oltre cento le persone colpite. I 36 passeggeri dovranno mettersi in autoisolamento, così come alcuni membri dell’equipaggio del Bastia. A bordo del traghetto, sino al 25 marzo, restano solo alcuni marittimi per garantire le eventuali richieste di emergenza da parte della Regione e della Protezione civile. La compagnia della balena blu gestisce il collegamento internazionale di linea e quindi segue le direttive dell’ente cagliaritano. «Siamo contenti di aver riportato in terra sarda il gruppo di artigiani e camionisti. La Regione ha raccolto l’sos dei pendolari e ha attivato una procedura d’emergenza per il loro trasferimento», racconta il capogruppo regionale della Lega, Dario Giagoni. Grazie al tam tam sulla chat del numeroso gruppo di autotrasportatori, artigiani e rappresentanti di aziende che sino a ieri, ogni giorno, attraversavano le Bocche di Bonifacio, è stato possibile ottenere la lista delle persone da trasportare. «Siamo rimasti in collegamento telefonico finché non sono saliti a bordo del Bastia – dice Giagoni –. È stata un’operazione congiunta tra la Protezione civile e la Regione, con un filo diretto tra il presidente Solinas e il consigliere Satta». Il Bastia ha ritardato la partenza da Bonifacio per consentire all’ultimo pendolare di imbarcarsi. (w.b.)

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