La Nuova Sardegna

Olbia

Geasar, l’ombra della cassa integrazione

di Giandomenico Mele
Geasar, l’ombra della cassa integrazione

La lettera-shock del manager Silvio Pippobello ai dipendenti: «Un passo obbligato per le aziende colpite dall’emergenza»

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OLBIA. Lo spettro dei nefasti effetti economici del coronavirus si affacciano davanti a uno dei fortini più importanti dell’economia della Gallura. Il gruppo Geasar, società di gestione dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda, lancia l’allarme. Per la prima volta in oltre trent’anni di vita, si fa strada il ricorso alla cassa integrazione. Lo ha annunciato ieri Silvio Pippobello, amministratore delegato della società, con una lettera aperta inviata ai dipendenti. È la presa d’atto di una situazione di estrema difficoltà, determinata dal blocco dell’aeroporto fino al prossimo 25 marzo, come da decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma soprattutto dagli effetti sulle compagnie aeree del tracollo dei passeggeri causato dalla diffusione del Covid-19 e dalle misure per il suo contenimento. Un vero e proprio tsunami per una delle casseforti del tessuto economico del territorio, che macina utili a ripetizione.

L’allarme. «Stiamo studiando con attenzione ogni singola azione di aiuto alle aziende che il Governo è in procinto di mettere in campo e abbiamo deciso, nostro malgrado, sentite le organizzazioni sindacali, di far istanza di ricorso, per la prima volta nella nostra storia aziendale, alla cassa integrazione – spiega Pippobello –. A questo punto è un passo obbligato per tutte le aziende fortemente colpite dalla grave emergenza. Si tratta di un importante sacrificio, ma ci auguriamo che possa essere limitato al minor tempo possibile». Sabato scorso l’aeroporto si apprestava a riaprire la pista, dopo i lavori durati 40 giorni. Un appuntamento accompagnato dal successo del Flight club, il contenitore di eventi che in due settimane ha richiamato nl terminal oltre 30 mila visitatori.

Occupazione. Da ultimo bilancio certificato i dipendenti a tempo indeterminato e parziale, sommando Geasar, Cortesa ed Eccelsa, le società del gruppo, sono circa 380. Ma secondo il report di sostenibilità elaborato dalla stessa Geasar sono oltre 8 mila le persone impiegate per effetto diretto, indiretto, indotto e per i riflessi complessivi sul territorio dell’economia aeroportuale. Posti di lavoro generati sommando i 2712 dipendenti diretti, tra società del gruppo Geasar e subconcessionari (vedi attività commerciali nello scalo). Ci sono poi i 2359 dell’indiretto, generati dalle aziende che forniscono e sostengono le attività aeroportuali. Sono poi quasi 1900 i dipendenti delle imprese direttamente o indirettamente collegate all’aeroporto, che spendono il loro reddito nell’economia nazionale.

Stop stagione turistica. La pandemia ha travolto tutto. Come sottolinea Silvio Pippobello in uno dei passaggi più drammatici della comunicazione ai dipendenti: «In poco meno di un mese il trasporto aereo mondiale è stato messo in ginocchio. I collegamenti internazionali in Italia sono decimati, i flussi domestici diminuiti del 90% e quelli regionali completamente azzerati». «Possiamo già dire – aggiunge il manager Geasar – che la nostra stagione turistica è gravemente compromessa, quindi la quasi totalità dei nostri ricavi dell’esercizio 2020. Ci siamo quindi immediatamente attivati per proteggere la continuità aziendale delle società del gruppo, decidendo di tagliare ogni uscita finanziaria non essenziale fino a quando potremo vedere una concreta possibilità di ripresa». Tutte le attività negli uffici e nelle aree di lavoro sono state ridotte allo stretto necessario, non solo in conseguenza dell’azzeramento dei voli ma soprattutto al fine di proteggere la salute dei lavoratori. «Stiamo colloquiando con alcuni vettori partner che, dalla loro prospettiva, grazie alla buona considerazione che negli anni ci siamo guadagnati, vedono l’aeroporto di Olbia come un forte punto di ripartenza», conclude Pippobello. Uno spazio di ottimismo su un futuro che non regala nessuna certezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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