«Finite le mascherine, dobbiamo fermarci»
di Paolo Ardovino
Croce Bianca in emergenza, Meloni: non possiamo presentarci senza protezione nelle case dei malati
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OLBIA. Abituati a soccorrere gli altri, questa volta sono i volontari della Croce Bianca a chiedere aiuto. «Senza mascherine, ci troveremo costretti a sospendere la nostra attività dall’oggi al domani». È l’emergenza nell’emergenza: già nelle prossime ore mezzi e ambulanze potrebbero fare ritorno alla sede olbiese di via Fausto Noce senza però poter uscire di nuovo per i consueti interventi. L’accorato appello arriva attraverso le parole di Delia Meloni, responsabile alle pubbliche relazioni del direttivo dell'associazione di pubblica assistenza. «Abbiamo finito le riserve, al momento siamo in possesso di sole cinque mascherine. In questo momento delicato, è chiaro che per ogni chiamata è necessario averne almeno quattro: tre destinate al personale dell’equipaggio e minimo una per il paziente – il calcolo è facile da fare –. Se nelle prossime ore dovessero esserci ulteriori emergenze, dove servirà utilizzare queste ultime, non possiamo garantire nemmeno il turno di domani». E cioè oggi. Significa che da poche ore le mascherine potrebbero già essere terminate, e in questo momento le porte della Croce Bianca chiuse. La richiesta di nuovi dispositivi di protezione individuali è già stata fatta recapitare a Regione e Areus, l’azienda regionale dell’emergenza e dell’urgenza, dal presidente dell’associazione Leonardo Sanna. Ma i rifornimenti scarseggiano ovunque. «Sappiamo che anche altre associazioni sono più o meno nella nostra situazione – continua Delia Meloni –. Per farci trovare pronti, tra colleghi ci si è chiesti in prestito pacchi di mascherine o guanti». Adesso però la Croce Bianca è alle strette. Le scorte di guanti e lenzuola monouso per le barelle sono ancora sufficienti per affrontare l’emergenza, ma vengono a mancare le protezioni per il volto. «Negli ultimi giorni eravamo riusciti ad acquistarne qualcuna, anche se ormai le poche che si trovano in giro hanno prezzi spropositati». I volontari si sono messi a disposizione e visto il periodo critico non si sono tirati indietro per coprire tutti i turni, dovendo fare i conti con diverse ore in più con la divisa addosso rispetto al solito. Anche i giovanissimi del gruppo hanno fatto altrettanto, rispondendo «presente» all’appello delle presenze. Ma, fanno sapere dalla Croce Bianca, tutto il personale va tutelato e non può presentarsi nelle case di individui malati sprovvisto di protezione; in un momento in cui c’è particolare attenzione su ogni caso, diventa necessario dotarsi di tutte le misure preventive anche per quelle che si presentano apparentemente come semplici influenze.
«Speriamo in un aiuto per continuare a poter offrire il nostro servizio», dicono all'unisono i volontari olbiesi.
Proprio tra poche settimane, ad aprile, la Croce Bianca compirà quarant’anni di attività al fianco della città.
«Speriamo in un aiuto per continuare a poter offrire il nostro servizio», dicono all'unisono i volontari olbiesi.
Proprio tra poche settimane, ad aprile, la Croce Bianca compirà quarant’anni di attività al fianco della città.
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