La Nuova Sardegna

Olbia

Geasar, tutti a casa a zero ore per un anno

di Giandomenico Mele
Geasar, tutti a casa a zero ore per un anno

Via alla cassa integrazione: è la prima volta in 30 anni. Oggi il confronto con i sindacati: è un momento difficilissimo

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Cassa integrazione a zero ore per un anno. La Geasar, società di gestione dell’aeroporto “Costa Smeralda” di Olbia, ha annunciato ai sindacati l’apertura della procedura per la richiesta dell’accesso agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti. Si tratta di misure tecnicamente svincolate da quelle annunciate dal Governo con il decreto “Cura Italia” di ieri. I dipendenti di Geasar ed Eccelsa, la società che si occupa dei voli privati, potranno accedere al Fondo speciale del trasporto aereo (cosiddetto “Fondo volo”), che consentirà loro di avere circa l’80% dell’ultima retribuzione. Accederà agli ammortizzatori sociali anche Cortesa, la società del gruppo che si occupa del settore commerciale “no aviation”. Essendo lavoratori inseriti nel settore del commercio, i dipendenti potranno invece avvalersi delle misure previste dal decreto “Cura Italia”, con l’accesso agli ammortizzatori sociali speciali previsti dal Governo per affrontare l’emergenza coronavirus.

I numeri. Oggi alle 11 in videoconferenza si svolgerà l’esame congiunto per l’accesso agli ammortizzatori sociali tra Geasar e le organizzazioni sindacali. Cassa integrazione per 12 mesi a zero ore che coinvolgerà l’intero organico di Geasar ed Eccelsa. Geasar chiede la Cigs per 229 lavoratori: 85 operai, un apprendista, 127 impiegati e 11 quadri dirigenti. Ai quali vanno aggiunti i venti dipendenti di Eccelsa. La gran parte dei dipendenti con contratti a tempo indeterminato, con 5 impiegati a tempo determinato.

La crisi. Per la prima volta in oltre trent’anni di vita, davanti alla Geasar si fa così strada il ricorso alla cassa integrazione. Lo aveva annunciato domenica Silvio Pippobello, amministratore delegato della società, attraverso una mail inviata a tutti i dipendenti. Una presa d’atto di una situazione di estrema difficoltà, determinata dal blocco dell’aeroporto fino al prossimo 25 marzo, come da decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma soprattutto dagli effetti sulle compagnie aeree del tracollo dei passeggeri causato dalla diffusione del Covid-19 e dalle misure per il suo contenimento. «I collegamenti internazionali in Italia sono stati decimati, i flussi domestici sono diminuiti del 90% e quelli regionali completamente azzerati – ha spiegato l’ad di Geasar – Possiamo già dire che la nostra stagione turistica è gravemente compromessa, quindi la quasi totalità dei nostri ricavi dell’esercizio 2020».

I sindacati. «La Geasar è un’azienda sana, da subito dopo l’allarme si è immediatamente attivata per mettere in sicurezza i lavoratori – spiega Luisa Di Lorenzo, segretaria generale Cgil Gallura -. La gravità della situazione che viviamo è dimostrata dalla crisi che ha coinvolto questa azienda, un fiore all’occhiello del nostro territorio». «Il ricorso alla cassa integrazione della Geasar ci fa capire la violenza della crisi determinata in Gallura dal coronavirus – sottolinea Mirko Idili, segretario generale Cisl Gallura -. Temiamo che questa situazione drammatica possa durare più del previsto, considerando che noi siamo stato il primo Paese coinvolto dal fermo totale dei trasporti. Quando il picco dei contagi arriverà in Francia e Germania, potrebbe avere ripercussioni pesantissime su tutta l’economia turistica del territorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative