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La Maddalena, depotenziato l'ospedale: da Emergenza-urgenza a Punto di primo intervento

La Maddalena, depotenziato l'ospedale: da Emergenza-urgenza a Punto di primo intervento

La circolare dell'Ats ridimensiona i presidi minori, concentra le azioni per il Covid-19 nelle strutture sanitarie più grandi e sospende le turnazioni. Il sindaco Montella: "Provvedimento che non mi piace". Cgil Fp Gallura: "Si mettono le basi per la cancellazione"

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LA MADDALENA. L’emergenza coronavirus declassa il Paolo Merlo. Da ospedale di emergenza-urgenza a Punto di primo intervento. Una decisione obbligatoria, spiegano dalla Ats, per concentrare le risorse umane e razionalizzare le azioni di intervento.

“Un provvedimento che non mi piace, sia chiaro – commenta il sindaco Luca Montella -. Capisco che ci siano misure di emergenza a livello regionale che riguardano tutte le città e vengano adottati provvedimenti per centralizzare certe azioni. Ma ho già fatto presente che La Maddalena si trova in una situazione differente rispetto ad altri comuni per la sua condizione di insularità. Non è però vero che l’ospedale viene chiuso. Abbiamo due anestesisti in meno, questo sì. Significa quindi che dobbiamo essere tutti grati ai due anestesisti locali a cui viene chiesto un sacrificio 24 ore su 24 per affrontare l’emergenza”.

La Cgil Gallura Funzione pubblica giudica inaccettabile la circolare dell’Ats. “Con la scusa del’emergenza e in solitudine si riqualificano i presidi minori e i servizi di Pronto soccorso della Sardegna e anche della Maddalena – spiegano la segretaria generale Fp Cgil Luisella Maccioni e la responsabile Fp Cgil alla Sanità Jessica Cardia -. Il declassamento significa che non solo si abbassano le protezioni e le sicurezze di quel territorio, ma quel territorio non potrà garantire nessuna urgenza ed emergenza. Solo codici bianchi. Perché tutto l’altro verrà dirottato in altri presidi. Si mettono così le basi per la cancellazione dei piccoli ospedali”.

La circolare dell'Ats prevede l’immediata sospensione delle turnazioni degli anestesisti e dei rianimatori con effetto immediato. “Verranno impiegati in altri presidi per il Covid-19 – aggiungono Maccioni e Cardia -. Quindi nel momento in cui si dovrebbero potenziare gli ospedali si sfornisce un presidio ospedaliero e si abbandona un’isola”.

Il sindacato solleva anche il problema del servizio 118. “Viene svolto dai volontari della Croce verde perché al momento non esiste una organizzazione che prevede un’ambulanza medicalizzata. Pertanto i pazienti in codice giallo o rosso non possono essere condotti al Paolo Merlo – aggiunge la segretaria generale Maccioni -. Un servizio come quello dell’emergenza-urgenza non può essere soppresso. E non è pensabile che dei volontari possano trasferire dalla Maddalena a Olbia pazienti con patologie gravi. Questa è una misura iniqua che abbassa in misura esponenziale il diritto alla salute dei cittadini”. (serena lullia)

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